Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'AquilaCome Internazionalizzare le imprese Parte dall’Unione Industriali dell’Aquila una iniziativa concreta per aiutare le aziende a superare i confini nazionali ed europei

Come Internazionalizzare le imprese Parte dall’Unione Industriali dell’Aquila una iniziativa concreta per aiutare le aziende a superare i confini nazionali ed europei

Ad oggi la distribuzione delle vendite dell’industria aquilana è ancora in gran parte limitata all’area abruzzese. Tra i tanti motivi, quelli di immediata percezione sono: la ridotta dimensione di molte aziende, la propensione a privilegiare relazioni d’affari personalizzate, le difficoltà obiettive che ostacolano l’accesso ai mercati internazionali. Il problema non investe solo le piccole aziende, ma anche quelle di maggior importanza che, troppo spesso, trovano difficile superare i problemi del commercio estero, soprattutto quando non sono in condizione di avvalersi di una presenza consolidata sul territorio nazionale.

 

 

Dall’analisi di questi dati, è nata l’idea di costituire, all’interno dell’Unione Industriali dell’Aquila, un Servizio destinato ad assistere e, quando possibile, ad aiutare gli Associati nei tentativi di iniziare e/o consolidare il proprio marketing estero.

Il progetto, del quale è proponente e capofila il dott. Alvaro Mauti – consigliere del Direttivo dell’Associazione – è già partito: tutti gli associati, infatti, ricevono proprio in questi giorni una lettera – questionario attraverso la quale l’Unione intende individuare e coinvolgere i soggetti interessati.

Dottor Mauti, come intendete procedere?

Intanto, è bene tenere sempre a mente l’obiettivo che ci siamo prefissi: progettare e realizzare una struttura polivalente, totalmente gestita e governata dall’Unione, in grado di assolvere i suoi compiti direttamente e con l’aiuto di figure intermediarie.

Il tutto per contribuire a colmare le lacune culturali delle singole Ditte e catalizzare i loro sforzi su linee guida che consentano l’accesso ai mercati, in condizioni di migliorata competitività.

Dopodiché, i singoli obiettivi saranno affrontati in modo progressivo e, a mano a mano che lo sviluppo delle attività riuscirà ad interessare gli Associati coinvolgibili,  verranno perfezionati accordi e convenzioni con ditte del terziario – che a loro volta dovranno essere prima “testate” economicamente e professionalmente attraverso un esame di merito.

Tecnicamente la struttura cosa farà?

Il Servizio avvierà contatti con gli Enti che considerano l’internazionaliz-zazione come attività statutaria o comunque strategica.

In relazione a ciò saranno attivati e, quando esistenti, migliorati i contatti con l’ICE, la SIMEST, la CCIAA e la Provincia di L’Aquila, la Regione Abruzzo, le Unioni Provinciali degli Industriali delle altre tre province, Confindustria Abruzzo e nazionale, i Ministeri per le Attività Produttive e degli Esteri, il

Murst, le Rappresentanze e delegazioni commerciali estere, le Camere di commercio internazionali bilaterali, l’Eurobic ed altri organismi di partneriato.

Saranno altresì attivati contatti di collaborazione culturale con i dipartimenti di Giurisprudenza e di Scienze Economiche e Commerciali dell’Università degli Studi di L’Aquila.

Una mole di lavoro non indifferente. Prevedete tempi lunghi, dunque.

Se tutto procede per il meglio, credo che per il settembre 2004 saremo pronti a mettere in moto “la macchina” che stiamo costruendo.

Le tappe, in modo sintetico, saranno le seguenti.

Una prima fase prevede due tipi di lavoro: uno rivolto innanzitutto alla costituzione delle relazioni con gli enti di cui dicevo prima, ed un altro che insiste sulle aziende stesse affinché vengano giustamente selezionate e poi preparate. 

Una seconda fase consiste nelle azioni di assistenza. Cureremo l’avvio dell’operatività del Servizio e l’esercizio dell’assistenza all’impresa per la quale sono previsti corsi brevi d’introduzione ai problemi ricadenti nell’ampia casistica del commercio estero (normative, qualificazioni e certificazioni, modalità di cessione, assicurazioni e trasporti, tariffe doganali, temporanee importazioni, eccetera), partecipazione indiretta a programmi espositivi collettivi, gemellaggi, partneriato… Diffusione su notiziari di accadimenti pubblici, visite di gruppi d’affari, attività correlate, proposte e sostegni per accordi temporanei senza fine di lucro tra Aziende associate e tra queste ed altre di altre province…

La terza fase è deputata alle azioni di collaborazione (a valore aggiunto).

In sostanza si tratta di collaborazione di diversa natura: di supporto alla selezione dei prodotti destinati all’esportazione od anche modi per adeguare beni destinati a commesse full custom in prodotti per il mercato; nella redazione della contrattualistica; nella redazione di offerte per gare internazionali gestite da privati, da enti governativi, da istituti di finanziamento del BEI, Ue, Fao, ONU, eccetera; nella stipula di associazioni temporanee d’impresa; di Interpretariato; di disegno e stampa delle brochure commerciali e della manualistica end user secondo gli standard internazionali, disegno e costruzione di siti web, singoli od ampliati, con impiego delle attuali tecnologie. E ancora: ricerca, individuazione e selezione di agenti di commercio, di reti di vendita, di aziende richiedenti il partneriato, di aziende interessate a joint venture, countertrade, offset, di nuovi fornitori per componentistica, semilavorati, prodotti finiti, di fornitori per approvvigionamenti di merce e servizi in occasione di contratti all’estero, di impiantistica tecnica e/o di logistica industriale.

Ho letto nel progetto che avete studiato anche una sorta di sistema di “confronto – controllo” dell’attività svolta. Di che si tratta?

E’ il Benchmarking. Intendiamo sottoporre l’organizzazione facente capo al Servizio, come pure le sue azioni fondamentali, al confronto esterno attraverso processi “best in class” riportati dal-l’esterno, secondo le regole – appunto –  del benchmarking. Non possiamo, infatti, non valutare lo stato del processo produttivo dei servizi in certi specifici momenti (assessment), o ignorare il “nostro” posizionamento rispetto a quanto fanno i più accreditati organismi similari. Secondo questa logica, inoltre, abbiamo stabilito dei punti di partenza e di arrivo per il Process Improvement, nonché dei sistemi con i quali

ricavare indicazioni utili per le attività di previsione, monitoraggio e governo della realtà oggetto di confronto.

Pensa che saranno in grado le aziende di seguire il percorso che lei ha descritto?

Detto in termini tecnici può sembrare tutto un po’ astruso, ma in realtà tutti saranno guidati “per mano”: non abbiamo forse imparato a leggere e a scrivere quando eravamo poco più che infanti? Anche allora, se avessimo letto i piani didattici avremmo abbandonato prima ancora di iniziare. Bisogna avere fiducia e calma e voglia di crescere.

 

 

boxxxxxxxxxxxxxx

Gli obiettivi del progetto

Il programma prevede il raggiungimento di un determinato numero di obiettivi, in accordo con un piano temporale diviso in tre fasi.

Gli obiettivi sono distinguibili in cinque gruppi:

 

Prodotto

Conoscenza delle normative di riferimento Ue e di quelle di riferimento USA, Canada, Scandinavia, Giappone

Sistemi per elaborare una corretta e completa documentazione commerciale e tecnica

Metodi da usare per gestire l’assistenza post vendita

 

Imballo, Spedizione, Dogane

Conoscenza dei tipi internazionali d’imballo e di etichettatura

Conoscenza delle grandezze modulari

Modi per la ricerca e metodi per la selezione di corrieri e spedizionieri internazionali

Tipi di spedizione, lettera di vettura

Stallie e controstallie e premi

Convenzioni

Assicurazioni

Tariffe doganali, IVA

Prezzi, Accordi, Contrattualistica

 

Marketing strategico ed operativo

Fiere, esposizioni, workshop

Materiale di promozione

Intermediazione e reti commerciali

Installazione impianti tecnici, sub-forniture

Partneriato

Venture, countertrade, offset

Clustering

 

Credito

All’esportazione

Per lo sviluppo commerciale

In caso di acquisizioni e partecipazioni

 

Cultura d’impresa

Introduzione delle tecniche e degli algoritmi per il benchmarking

Introduzione di firmware per la gestione commerciale

Apprendimento dell’inglese commerciale

Scelta dei sistemi logistici da adottare

Metodi applicativi per lo scambio o la compravendita di tecnologie

Metodi per la ricerca nuovi fornitori

Lancio dell’e.commerce

Lancio della metodologia per il Business-to-Business

Print Friendly, PDF & Email

Condividi