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Pescara. Codice degli Appalti, ANCE: perdita secca del 50 %

Si è tenuto questa mattina il workshop sul Codice degli Appalti nella sede di Confindustria Chieti – Pescara.

Un incontro per fare il punto sulla situazione sul Codice degli Appalti, entrato in vigore lo scorso maggio, e che ha suscitato non poche perplessità.

Secondo Marco Sciarra, presidente di Ance Pescara, “i dati di oggi sul riscontro del Codice d’Appalto sui cantieri è di una perdita secca del 50% di opere. I dati ufficiali fino a ieri, sul 2016, erano del 12% di perdita totale rispetto al 2015 e del 38,3% per i soli Comuni. Ma considerando i dati più recenti dall’entrata in vigore, ovvero da maggio 2016, la perdita secca è del 50%.”

Molte le perplessità del Vice Presidente Ance Nazionale Edoardo Bianchi, che ha partecipato all’incontro.
“Abbiamo fatto il Codice degli Appalti perché volevamo smettere di agire in emergenza e con leggi di emergenza: invece stiamo facendo il contrario. La gestione del G7 è un esempio: affrontiamo il G7 come se fosse un’emergenza, quando invece è pianificabile. Il terremoto, invece, è un’emergenza che non stiamo affrontando con la legislazione dell’emergenza. E’ un fatto che il 30 dicembre, con i provvedimenti per il Mezzogiorno, si è dato mandato di derogare a tutte le norme del Codice, ivi compreso il divieto di agire per emergenza. Cosa significa? Rimane, a noi, la parte peggiore del Codice, quella che ci fa morire di trasparenza. Ma per quanto riguarda il non agire per emergenza, che era la parte più importante, veniamo meno.”

Tre le criticità fondamentali, messe in risalto da Bianchi: “La prima è l’eccesso di discrezionalità dato alle stazioni appaltanti. Alcuni Comuni quindi faranno alcune cose, altri altre. Le imprese, dunque, non potranno quindi lavorare, perché non sanno quali sono le regole.

La seconda è il sistema di aggiudicazione delle gare: sono sistemi lunghi e complessi, anche per opere minori e più semplici, al di sotto del milione di euro, che ammontano all’80% del totale.

Terzo e ultimo punto critico: indeterminatezza del quadro normativo. Ci volevano dei provvedimenti attuativi di questo Codice: invece, di sessanta ne abbiamo avuti 10 e per avere questi dieci ci sono voluti otto mesi”.

Bianchi si dice poi d’accordo con Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – A.N.AC, sul fatto di non dover usare più la legge di emergenza come sistema, e con Delrio: l’importante non è fare i bandi, bensì fare i lavori.

“Ci e’ caduto un sasso sulla testa con questo nuovo Codice degli Appalti – ha detto Gennaro Strever Presidente Ance Chieti – ed e’ arrivato dopo la perdita di due fonti importanti: i lavori pubblici e l’edilizia civile, che si e’ bloccata a causa della tassazione sproporzionata. Imprese, tecnici e stazioni appaltanti sono tutti in grande difficolta’. Oggi l’avvocato Ottavi partecipa a questo workshop per darci qualche lume: ha seguito la nascita della nuova legislazio e da quello che era l’embione all’aborto che e’ oggi”.

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