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Città S.Angelo, rifiuti: polemiche su impianto Terra Verde

È polemica sulla realizzazione di un impianto di gassificazione da parte della ditta ‘Terra Verdè, la cui struttura fu distrutta da un vasto incendio a novembre dello scorso anno, in località Piano di Sacco a Città Sant’Angelo (Pescara). Il Wwf Abruzzo lancia l’allarme e critica la Regione per aver rilasciato l’autorizzazione, ma il responsabile del settore Rifiuti, Franco Gerardini, respinge le accuse ed esclude rischi per l’ambiente o per la salute dei cittadini. «Si tratta di un impianto che a partire da rifiuti produrrà 35mila tonnellate all’anno di Combustibile solido secondario (Css), 10mila delle quali verranno usate in loco per produrre energia elettrica tramite gassificazione – spiega il Wwf in una nota -. Questa tecnologia solitamente prevede la formazione di un particolare gas a partire dai rifiuti che viene bruciato per ottenere l’energia elettrica. L’autorizzazione prevede una tabella con i limiti di emissione in atmosfera che, però, pur essendo ‘parte integrante del provvedimentò, non è stata pubblicata sul Bura». «Il Wwf – prosegue il comunicato – è contrario agli impianti che sottraggono i rifiuti dalle filiere del riutilizzo e del riciclo, le quali assicurano la risoluzione dei problemi dei rifiuti senza produrre emissioni dannose in atmosfera». L’associazione ambientalista, tra l’altro, ha inviato una richiesta di accesso agli atti alla Regione, per «per approfondire l’iter autorizzativo e per verificare come è stato garantito ai cittadini il diritto alla partecipazione su scelte così importanti». «La procedura – replica Gerardini – era stata già conclusa prima dell’incendio. Gli ambientalisti fanno il loro lavoro e noi facciamo il nostro, rilasciando autorizzazioni secondo la legge. L’area in questione è di tipo industriale e il Codice ambientale prevede che siano da privilegiare proprio le zone industriali per la realizzazione di impianti di questo tipo». «In ogni caso – aggiunge – l’autorizzazione è stata rilasciata condizionatamente al completamento della bonifica del sito. La ditta in questione produce Css e parte di questo combustibile sarà riutilizzato per la produzione di energia elettrica, nell’ambito di un processo di ottimizzazione del ciclo produttivo. Sulle emissioni – conclude Gerardini – ci sono limiti tabellari ben precisi, che non sono dannosi per la salute».

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