Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieItalia e EuropaCina, manifatturiero: indice Pmi ai minimi da oltre 3 anni

Cina, manifatturiero: indice Pmi ai minimi da oltre 3 anni

 Guerra di cifre sullo stato di salute dell’industria cinese: secondo HSBC, che ogni mese elabora un  Purchasing Managers’ Index alternativo a quello “ufficiale” della CFLP (China Federation of Logistics and Purchasing), ad agosto il settore manifatturiero del Dragone è sceso ai livelli minimi registrati dal marzo 2009; versione smentita dall’associazione di categoria vicina al governo di Pechino, che pure ammette una frenata del mercato. 

Il Purchasing Managers’ Index è un indice basato su diversi fattori (tra cui nuovi ordini, produzione, consegne, ecc.), che evidenzia una crescita del manifatturiero quando si attesta oltre i 50 punti, e al di sotto di tale soglia segnala invece un mercato in contrazione: secondo gli analisti di HSBC, il mese scorso  l’indicatore è piombato a quota 47,6, segnando il peggior risultato dalla primavera di tre anni fa, quando l’economia cinese doveva vedersela con il drastico calo delle ordinazioni dagli Stati Uniti. Le statistiche elaborate da CFLP situano invece il PMI a quota 49,2, una cifra che indica comunque la peggiore frenata degli ultimi mesi.  

Chi ha ragione? Come sempre, quando le due statistiche non coincidono, la risposta definitiva non esiste: le elaborazioni ufficiali della China Federation of Logistics and Purchasing sono basate su un campione di 820 società attive in 28 settori differenti, dal tessile alla lavorazione del greggio; HSBC, da parte sua, analizza un campione di 430 società, ed elabora anche un PMI “flash” che anticipa i risultati del mese analizzato. “Pechino deve adottare politiche più espansive, per stabilizzare la crescita e aumentare l’occupazione” scrive il chief economist di HSBC Qu Hongbin in una nota d’accompagnamento alla pubblicazione dei dati. Di sicuro, l’enorme macchina produttiva cinese è in fase di rallentamento, e se nella primavera del 2009 la gelata arrivava dagli Usa, a causa della crisi dei mutui subprime, stavolta il calo delle ordinazioni è provocato dalla crisi del debito pubblico europeo: Barclays rende noto lunedì che potrebbe rivedere le sue previsioni sulla crescita annuale di Pechino, al momento fissate a quota +7.9%, mentre venerdì scorso Mizuho Securities aveva già tagliato le aspettative sul terzo trimestre, portandole a quota +7,2%.  “Le difficoltà nello stabilizzare la crescita sono relativamente elevate” ha dichiarato alla fine di agosto il primo ministro Wen Jiabao nel corso di una visita nel Guangdong, la più importante provincia manifatturiera cinese. E se l’andamento della produzione continua su questa strada, per la prima volta nella sua carriera il premier potrebbe mancare l’obiettivo sulla crescita indicato all’inizio dell’anno, che per il 2012 è fissato a quota +7,5%. (agi.it)

Print Friendly, PDF & Email