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Ci vogliono azioni concertate che coinvolgano tutti gli operatori in una strategia comune Basta con il turismo fai da te

Il 2004 ha visto un –2.8% di presenze turistiche, a fronte del 3.8% dell’anno precedente.

La spesa media giornaliera dei turisti stranieri in Abruzzo nel 2004 è stata la più bassa in Italia, pari a 55 euro, superiore solo al Molise che vanta 52 euro.

Nello stesso anno gli abruzzesi hanno speso all’estero più di quanto hanno sborsato gli stranieri in Abruzzo.

Alla fine dei conti, un bel saldo negativo.

Stiamo perdendo terreno anche sul turismo, in questo momento ritenuto da alcuni una delle promesse migliori per un possibile sviluppo? Risponde  Antonio Cappelli, Direttore di Confindustria L’Aquila.

 

Voglio chiarire subito che l’Abruzzo non ha un problema di scarsa appetibilità turistica. Tutt’altro. E il saldo negativo segnato nel 2004 non sta a testimoniare che l’Abruzzo non piace più, ma che gli abruzzesi si confermano gente poco incline all’organizzazione associativa, la sola che, nel mercato globale, può fare fronte ad una concorrenza dalle carte più che in regola. Tutto è copiabile, il nostro cacio, il nostro prosciutto… anzi lo si può fare anche più abboccabile… e di spiagge ce ne sono a centinaia e di gran lunga migliori delle nostre… In più, ci sono zone che hanno poco e niente, sia sotto il profilo culturale che alimentare, e che neanche copiano, ma che riescono a fare i numeri sulle presenze turistiche. Ci sarà una logica in tutto questo, o siamo i soliti migliori ma sempre sfortunati?

Non è la materia prima che ci manca, ma se non sappiamo sfruttarla la storia è lì a dimostrarci che si può essere poverissimi pur camminando su cave di brillanti purissimi!

Si riferisce alla scarsa capacità dell’Abruzzo di mettere a punto un piano di marketing ragionato e concordato tra categorie e Istituzioni?

Quello senz’altro, ne abbiamo già parlato in altre occasioni, e sullo stesso ci confrontiamo con le Istituzioni continuamente come Confindustria. Piuttosto adesso mi riferivo ad una mentalità radicata quanto generalizzata, tipica del montanaro, per la quale non si riesce ad unire le forze in direzione dello stesso obiettivo. L’aggregazione di imprese, il consorzio, il marchio unico… va tutto bene purché si trovi la strada di mettersi tutti insieme per offrire un pacchetto unico al turista. E’ su questo che esiste il problema, prima ancora che su ogni altro aspetto, un ostacolo serio per qualunque tipo di sviluppo, industriale, agroalimentare, culturale eccetera. Finché l’azienda del vicino è vista come un competitor, non si farà spazio l’idea di dover competere sui mercati internazionali anziché in casa. Restare ai margini del mercato internazionale significa non avere mercato. Siamo lontani anni luce da una logica favorevole al fare squadra… figuriamoci a voler parlare di ricerca e innovazione nei settori della coltivazione e dell’alimentazione: le filiere agroalimentari devono essere competitive, combinando la qualità dell’ambiente, la tutela dell’origine geografica, l’innovazione di prodotto e di produzione. Non dimentichiamo a tal proposito che abbiamo un problema non indifferente con la Ue, giacché molte delle nostre tipicità alimentari non sono ancora in linea con le regole comunitarie a proposito di igiene. Si tratterebbe di studiare nuovi sistemi di produzione, e per questo ci vorrebbero investimenti in ricerca e innovazione. Ma come si può affrontare la questione se siamo ancora “all’erba verde del vicino”?

La domanda turistica in Abruzzo è di tipo balneare, nonostante la nostra regione si identifichi come regione verde e dei parchi.

L’Abruzzo marino è conosciuto dagli stranieri ormai da anni, grazie alle azioni autopromozionali che gli operatori del settore hanno svolto in maniera individuale, ma molto mirata, in oltre quarant’anni di attività. Segno evidente che a fronte di un lavoro scrupoloso si raccolgono i frutti. Il turismo di tipo culturale ed ambientale, quello che ruota intorno alle bellezze storico – artistiche e a quelle del “verde”, invece, è piuttosto recente e non si è ancora affermato come il primo che, comunque, al suo esordio ha trovato pure un mercato meno accanito di quello attuale. Adesso è più difficile affermare il proprio prodotto, per le ragioni che dicevo all’inizio, e ci vogliono mezzi e conoscenze sofisticati ed avanzati, perché la competizione è accanitissima. Un tempo c’era molto più spazio.

La conferma di ciò sta forse in quell’11,7% della presenza turistica abruzzese determinata dai residenti nelle regioni limitrofe?

Anche. Il fatto che abbiamo praticato fino ad ora un marketing casereccio, unitamente alla circostanza che l’Abruzzo con le sue bellezze si fa pubblicità da solo (tutto sta a riuscire a sapere che esiste e a sentirsi ragionevolmente attratti da una qualche offerta!) sono la causa di una presenza turistica che viene da vicino. Chi ha avuto modo di recarsi dalle nostre parti non intende rinunciarci, anche a fronte della facilità con la quale si può arrivare in una terra che ha tutto, dalla montagna al mare, con scenari competitivi con le più famose Austria e Svizzera. Oltr’alpe le cose funzionano diversamente e ci dobbiamo attivare.

 

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Idee, proposte formative d’avanguardia per operare con successo nel turismo e nelle imprese

Nasce Q110, officina di alta formazione per il turismo e l’innovazione
Q110
, Officina di alta formazione per il Turismo e l’Innovazione, è un’alternativa concreta per rispondere alle esigenze di crescita di coloro che credono nell’economia della conoscenza e che fanno della qualità del “sapere” il loro vero punto di forza. E’ un team dinamico, creativo e di sicura valenza professionale che vuole operare in armonia con il mondo istituzionale e dell’imprenditoria.
Francesca Pompa, già fondatrice di One Group, società di marketing e comunicazione aquilana, forte della ventennale esperienza maturata, lancia la “sfida ai massimi valori” compiendo una scelta coraggiosa e di impatto all’insegna della sperimentazione e dell’innovazione. “Q110 – spiega – è un’officina di idee, di proposte formative d’avanguardia per operare con successo nel turismo e nelle imprese”. L’offerta di Q110 è ampia e differenziata: appuntamenti con percorsi formativi a tema, personalizzati, riservati a piccoli gruppi, di breve durata e strutturati per maneggiare i “ferri del mestiere”. I maggiori esperti di livello nazionale e internazionale, i guru dell’imprenditoria, metteranno a disposizione la loro “scienza”.
Gli intenti sono quelli di:
– concorrere all’affermazione dell’imprenditoria locale,
– favorire una formazione adeguata rispetto alla crescente pluralità dei segmenti turistici.
“A fare la differenza – continua Pompa – non sono solo le infrastrutture ma anche la qualità nell’accoglienza, la capacità degli operatori di proporsi. Vanno in questa direzione le nostre offerte formative pensate per essere subito spendibili in azienda”.
Q110 sta proponendo, in collaborazione con One Group e con il patrocinio di Federturismo Abruzzo, una serie di incontri dal tema “L’erba verde del mio vicino. Strategie per competere nel turismo”: workshop gratuiti che invitano a “fare sistema” trattando ogni volta un argomento specifico. Il primo della serie, “Agriturismo e B&B. Dall’improvvisazione ai professionisti dell’accoglienza”, svoltosi lo scorso 7 novembre, ha riscosso un successo oltre le previsioni. All’appuntamento sono accorsi gli operatori di tutta la regione, almeno 150, che hanno manifestato l’interesse all’iniziativa ed espresso l’esigenza di una formazione specializzata e di qualità.
“Q110 è la risposta concreta alla necessità di professionalizzare la nostra offerta turistica. – conclude Pompa – Ci auguriamo, attraverso le nostre proposte, di trasmettere a coloro che operano nel settore turistico, che deve diventare una vera industria per il nostro territorio, l’entusiasmo della scoperta e la certezza dell’esperienza per un futuro più stabile e sereno”.

 

 

La fondatrice di Q110 Francesca Pompa taglia il nastro insieme all’Assessore regionale alle Attività Produttive, Valentina Bianchi; S.E. Mons. Molinari, Arcivescovo dell’Aquila benedice i locali

Un momento del convegno organizzato dalla società Q110 presso la sala Convegni di Confindustria L’Aquila, tra i relatori Paolo Ernesto Alba, Presidente di Federturismo

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