Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieUfficio StampaChiodi su ricostruzione, Cialente cerca alibi

Chiodi su ricostruzione, Cialente cerca alibi

La tracciabilità dei fondi è tra gli atti più importanti per garantire la piena correttezza nei processi sulla ricostruzione.
“Condivido quanto sostenuto in questi giorni dal Sindaco dell’Aquila: evitare ‘le mani sulla città’ .

 

Questa è stata anche, e sempre, la nostra preoccupazione. Ma le ‘mani sulla città’ possono esserci indipendentemente dal fatto che l’aiuto economico sia sottoforma di contributo o di indennizzo. La richiesta di modifica da contributo ad indennizzo è nata nella mia stanza, portata avanti con l’allora vice Commissario, ed è stata approvata con intesa generale in sede parlamentare”. Lo dichiara il Commissario delegato per la Ricostruzione, e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, in merito all’allarme lanciato da Massimo Cialente, su un paventato ritorno delle lobby affaristiche nei lavori post sisma. “Per assicurare una ricostruzione il più possibile trasparente e rispettosa delle regole – osserva il Commissario – bisogna attivarsi tutti i giorni concretamente, magari rinunciando ad inutili e dannose polemiche. Da parte nostra abbiamo prodotto subito tutti gli atti necessari a garantire la piena correttezza nei processi amministrativi e in quelli di ricostruzione, nell’ambito di rapporti, che, con l’indennizzo, si sarebbero svolti tra privati (proprietari – progettisti – costruttori )”. Ed elenca Chiodi i più importanti: 1) Le “linee guida sulla tracciabilità finanziaria”, che estende ai privati gli obblighi di certificazione sull’uso dei finanziamenti concessi per la ricostruzione; 2) Il “contratto tipo” che regola i rapporti tra privato e impresa, con la validazione del progetto da parte dell’impresa stessa ed il divieto di varianti in corso d’opera che prevedano aumenti di spesa, e l’obbligo della “tracciabilità dei fondi”. Le linee guida sono state elaborate dal Comitato di coordinamento per l’Alta sorveglianza delle Grandi Opere, guidato dal prefetto Frattasi del Ministero dell’Interno. Il contratto tipo è stato elaborato dalla Stm con la collaborazione dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici. L’attività è stata coordinata del prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, nel corso di incontri che hanno visto anche la presenza del sindaco Massimo Cialente. Il controllo della spesa è stato messo a punto attraverso specifici documenti elaborati dalla struttura commissariale con le parti economiche e degli Ordini professionali, anche se non sempre ne hanno condiviso gli esiti (Decreto 27 del 2 dicembre e successivi decreti sugli immobili di pregio e vincolati, sul miglioramento energetico, etc). Il Commissario Chiodi ricorda altresì di aver sollecitato, attraverso una lettera aperta, la formulazione di osservazioni e richieste di eventuali modifiche delle norme esistenti (“dopo dieci giorni non è giunto ancora alcunché”). Il Commissario conferma come tutto il processo della ricostruzione stia andando avanti “col massimo impegno e la massima attenzione”. E rinnova l’invito a tutti le parti in campo “ad una collaborazione attiva e fattiva per la rinascita della città dell’Aquila”. “Voglio tranquillizzare il sindaco Cialente – è sempre il Commissario – Il principio dell’indennizzo è stato condiviso e per quanto mi riguarda non è in discussione. Qualora il Comune dell’Aquila – conclude – volesse intraprendere la strada dei Piani di ricostruzione è superfluo ricordare che compito del Commissario è l’intesa e che spetta al Comune l’elaborazione, l’approvazione e la gestione degli stessi”.

Chiodi: Cialente cerca alibi per assenza piano centro storico
“Il sindaco dell’Aquila ha celebrato a modo suo il 150° dell’Unità d’Italia, barricandosi a palazzo Margherita, in segno di protesta per una ricostruzione della città ancora ferma. Chissà se Cialente ha avuto modo di riflettere, nel silenzio delle stanze municipali, e fare un po’ di autocritica su chi è effettivamente responsabile della situazione”. Così il Commissario delegato per la Ricostruzione, e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sulle ultime esternazioni del Sindaco dell’Aquila. Il Commissario torna ancora una volta sulla fondamentale importanza dei Piani di ricostruzione (previsti dal decreto n. 3), “obbligo di legge non semplice facoltà”, propedeutici all’avvio dei lavori nei centri storici colpiti dal terremoto di due anni fa. “Uno strumento nelle mani degli amministratori locali – afferma Chiodi – che sono i veri attori della ricostruzione, avendo la possibilità di decidere sul futuro architettonico, ma anche urbanistico, della parte storica del loro comune”. E giunge al punto il Commissario: “Molti Sindaci del cratere, utilizzando la corposa ed esaustiva normativa, hanno avviato con profitto la predisposizione dei Piani, trovando nella Struttura tecnica di Missione un prezioso interlocutore, e sottoscrivendo convenzioni con diverse Università italiane per le proposte operative da presentare entro pochi mesi”. “Tra i Comuni che si sono attivati – fa notare il Commissario – non c’è quello dell’Aquila che pure avrebbe dovuto dimostrate maggiore solerzia ed attivismo, facendo da pungolo alle Municipalità minori. E stiamo parlando del centro storico della città capoluogo alla quale la struttura commissariale ha destinato risorse e sostegni normativi più che sufficienti”. Chiodi fa altresì notare come poco felice sia stata la scelta del luogo ove attuare la protesta: “Palazzo Margherita è uno degli edifici pubblici della città dell’Aquila,  sede del Comune, il cui recupero è già stato finanziato (6 milioni e 700 mila euro a valere sul decreto commissariale n. 24 e 5 milioni di euro dal Credito cooperativo), oggetto di un’intesa siglata il 23 febbraio scorso tra Cialente, Donato Carlea del Provveditorato alle Opere pubbliche interregionale, Fabrizio Mangani della Direzione Beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo, Luciano Marchetti, vicecommissario per la Tutela dei Beni culturali, ed il Commissario, appunto”. L’accordo prevede anche un cronoprogramma che, per la residenza municipale, contempla una tempistica di 44 mesi.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi