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Chiodi su L’Aquila: ricostruiamo e basta

Riportiamo di seguito la lettera aperta del Commissario delegato per la Ricostruzione, e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, avente ad oggetto la ricostruzione delle case “E”.

 Lettera aperta
Con nota del 2 marzo 2011, il Sindaco della Città di L’Aquila richiede, al Commissario Delegato per la Ricostruzione di convocare una riunione “…allo scopo di fare definitivamente il punto sulla questione relativa ai prezzi per la ricostruzione degli edifici in categoria E rispetto alle varie tipologie edilizie…”.
La riunione è ritenuta improrogabile e necessaria perché “…al Sindaco dell’Aquila pervengono quotidianamente segnalazioni di incongruenze o insufficienze di alcuni prezzi…”.
“…Questa confusione…” aggiunge il Sindaco “…è inaccettabile per i cittadini, i progettisti e i costruttori. Non vorrei che fosse l’alibi per qualcuno!…”.
Continua il Sindaco di L’Aquila “…che, dopo i dodici mesi persi nel 2010, senza avviare la ricostruzione pesante, ogni ulteriore ritardo e indecisione, comunque e da chiunque generati, sarebbe ingiustificabile innanzitutto da un punto di vista morale…”.
Con nota del 4 marzo 2011, i Presidenti degli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti, del Collegio dei Geometri e dei Periti Industriali, di Confindustria, di Api Industria ed Ance di L’Aquila, confermano la “…totale disponibilità a ricercare ogni soluzione possibile per poter contemperare da un lato l’esigenza delle popolazioni ricadenti nel cratere, e dall’altro quella dell’economia, in senso lato, del nostro territorio con l’immediato inizio dei lavori…”.
Con la stessa nota sollevano la necessità:
1) di inserire “…nella determinazione delle superfici inerenti le abitazioni classificate con esito di agibilità “E” soggette al Decreto n. 27 del 2 dicembre 2010, le superfici del vano scala su ogni livello dell’edificio e di valutare la possibilità di inserire in tale calcolo anche i muri interni…”;
2) di determinare “…gli oneri inerenti la demolizione selettiva e il conferimento dei rifiuti, per categorie omogenee di codice CER presso gli appositi cassoni collocati all’interno delle aree di cantiere, ovvero aree pubbliche a servizio di più cantieri…”;
3) di pubblicare “…un prezziario della ricostruzione, che preveda anche gli oneri conseguenti alla rimozione delle opere provvisionali – puntellamenti ed i relativi oneri per la sicurezza, propedeutici alle lavorazioni di ristrutturazione…”
Determinati gli elementi suddetti, la nota prosegue che è così possibile “…completare celermente tutte le attività progettuali e conseguentemente iniziare senza indugio i lavori  di ricostruzione inerenti i fabbricati classificati E al di fuori dei centri storici…”.
Aggiunge infine che “…terminata questa fase normativa e regolamentare, potremmo approfondire le questioni ancora da definire riguardanti i fabbricati dell’interno dei centri storici, e iniziare, laddove possibile e permesso anche la sistemazione-ricostruzione di questi ultimi”.
Allo stato degli atti, non posso che affermare, ancora una volta, che il quadro regolatorio è pronto per quanto necessario all’avvio immediato della ricostruzione pesante.
 Gli ulteriori elementi – definibili in dettaglio rispetto all’obiettivo della ricostruzione della città e riconducibili a situazioni residuali non ancora puntualizzate ovvero non definibili a priori – saranno, comunque, finanziariamente riconosciuti e risarciti  quando  saranno  stati  proposti,  valutati e apprezzati dal Tavolo Tecnico che sta lavorando, con cadenza settimanale, su questi argomenti con la partecipazione degli stessi sottoscrittori della nota.
Proprietari, progettisti e costruttori diano inizio, ciascuno per quanto di competenza, alla ricostruzione.
Già oggi i massimali di costo definiti danno garanzia di copertura, sia con riferimento alle simulazioni effettuate insieme ai partecipanti al Tavolo, sia con riferimento ai massimali utilizzati nelle altre regioni italiane.
Qualora così non fosse, è mio preciso impegno garantire, a conti fatti, ovvero anche in corso d’opera, la copertura di eventuali e dimostrati maggiori costi.
In merito poi alla possibilità di “…approfondire le questioni ancora da definire…”, trascorsi quasi due anni dal terremoto non è più accettabile il continuo rinvio a successivi approfondimenti, molti dei quali risolvibili nell’ambito delle competenze e della professionalità dei tecnici e delle imprese di costruzione.
Ingiustificabile, a questo punto, è restare fermi.
Entro i prossimi 10 giorni, i firmatari della nota sono invitati a far conoscere al Commissario Delegato – che si preoccuperà di comunicarli ai cittadini con la pubblicazione sul suo sito – le loro ulteriori richieste che saranno affrontate nel corso delle riunioni del Tavolo Tecnico.
Sullo stesso sito saranno comunicati i risultati degli incontri.

Il Commissario delegato per la ricostruzione
Presidente della Regione Abruzzo
Dott. Giovanni Chiodi

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