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Chieti,sanità: rivolta per chiusura Maristella

 

“Una vicenda umana straziante per l’assoluta indifferenza alle esigenze di cura di questi malati”. Questo il giudizio di Annalisa Mincone, caposala e componente del Comitato dei creditori del centro di riabilitazione in estensiva Maristella Srl di Chieti,

su quello che sta accadendo in quella che era una delle strutture della “galassia” del gruppo Angelini/ Villa Pini. Domani ci sarà un incontro forse decisivo tra Neuromed, la società che l’ha rilevata, i sindacati a e la curatela e dove si deciderà la sorte del Maristella. La struttura è attualmente fallita, dal 25 ottobre scorso, e in esercizio provvisorio con giudice delegato Adolfo Ceccarini e curatore Giuseppina Ivone. Le procedure fallimentari, l’asta, il rischio chiusura per carenze strutturali hanno comportato disagi e problemi per pazienti già in condizioni delicate. Ecco perché il personale sanitario chiede di sbloccare la questione, con una lunga nota in cui si ricostruisce la situazione e si fa una cronistoria dei fatti
LA LETTERA COMPLETA

Alla data della dichiarazione di fallimento il regime degli accreditamenti del Centro risultava sospeso dal Gennaio 2010, in forza della deliberazione n.4 del 13 Gennaio 2010 adottata dal Commissario ad Acta per il piano sanitario di rientro del disavanzo della Regione Abruzzo in conseguenza dell’inadempimento della società agli obblighi contributivi e retributivi. In data 31 Maggio 2010 la Curatela ha richiesta di ripristinare l’accreditamento predefinitivo della struttura; in data 6/07/2010 la Regione Abruzzo notifica alla Curatela la deliberazione commissariale del 5/07/2010 con la quale il Commissario ad Acta revoca il regime di sospensione e riconosce nei confronti dell’esercizio provvisorio del Fallimento Maristella un tetto di spesa per l’anno 2010 di euro 2.798.7776 per i pazienti residenti in Abruzzo.In data 27 Luglio 2010 è stato quindi sottoscritto dalla Curatela il contratto di accreditamento con la Regione Abruzzo e le ASL regionali.
La regione Abruzzo, con comunicazione del Subcommissario per l’attuazione del piano di risanamento del sistema nazionale, prot. 21719 del 27/01/2011 ha confermato, per il biennio 2011/2012, i tetti di spesa, le modalità di finanziamento e le condizioni di erogazione delle prestazioni relativi alla contrattazione 2010.
L’attività del Centro è sempre stata svolta sin dal 1995 all’interno dell’immobile di proprietà della società Villa Pini d’Abruzzo e da questo messo a disposizione, senza tuttavia alcun titolo giuridico.
In data 6 Giugno 2011 si procede per la prima asta; in pendenza della procedura di gara per la vendita si sono verificati alcuni fatti di rilievo:
– in data 1° Maggio due rappresentanti sindacali regionali CISL diramano un comunicato stampa: “Accade peraltro che in un sistema sanitario alla deriva un curatore fallimentare possa mettere all’asta una struttura come il Maristella accreditata con il SSR per l’erogazione di prestazioni sanitarie, nonostante la dichiarazione, da parte degli organi competenti per territorio, della mancanza dei necessari ed idonei requisiti fondamentali per lo svolgimento di tali attività”. La Cisl quindi criticava l’operato del Curatore, del Giudice Delegato e del Tribunale di Chieti volto a tentare alla riallocazione dell’impresa fallita sul mercato per la salvaguardia dei posti di lavoro e per la tutela dei pazienti. Osteggiare la riallocazione sul mercato di una impresa che attualmente occupa 40 dipendenti e sulla quale pende una procedura di fallimento significa condannare i lavoratori al licenziamento, ossia comportarsi in modo contrario agli obiettivi della tutela sindacale.
– in data 16 Maggio iniziano le verifiche ispettive da parte della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti.
– in data 31 Maggio 2010 viene depositata da parte del Consorzio Sociale Isosan una istanza di sospensione avente ad oggetto le perplessità sullo stato giuridico del bene e dunque sull’effettivo valore di mercato dello stesso.
– in data 1 Giugno 2011 la ASL di Lanciano-Vasto-Chieti, 5 giorni prima dell’asta, invia al sindaco di Chieti relazione contenente le verifiche effettuate dalla stessa sulla struttura, nonché i medesimi rilievi già svolti, un giorno prima, dall’interessato alla gara Isosan (che non ha mai condotto verifiche ispettive sulla clinica).
– in data non precisata, ma comunque tra il 3 Giugno 2011 (data di ricevimento della nota ASL da parte del Sindaco) e il 6 Giugno 2011 (data di trasmissione dal Presidente del Tribunale al Giudice Delegato) il Sindaco di Chieti fa recapitare al Procuratore della Repubblica e al Presidente del Tribunale la propria denuncia con allegata nota della ASL; tale nota viene acquisita dal Curatore pochi minuti prima dell’apertura della gara, il quale a sua volta informa i due imprenditori presenti con le proprie offerte, ossia la Casa di Cura Abano Terme e Neuromed e consegnando loro copia della nota ; i partecipanti la gara, presa visione della nota, hanno ritirato le offerte, e viene dichiarata l’asta deserta.
Ovviamente se l’ispezione fosse stata condotta soltanto una settimana prima e non a ridosso della gara; se la relazione della ASL fosse stata depositata con qualche giorno di anticipo; se l’iniziativa del Sindaco si fosse collocata solo un paio di giorni prima, sarebbe stata possibile da parte del Curatore chiarire che in detta relazione nulla di grave e di nuovo veniva affermato, confermandosi invece le perplessità sul rilascio di una definitiva autorizzazione dell’attività sanitaria, già segnalate nella data room e certamente superabili con concordate iniziative di messa a norma dei locali, come prevede la legge n. 32 del 2007
Appare dunque evidente come soprattutto la comunicazione inviata dal Sindaco abbia influito negativamente sull’esito della prima gara, determinando il ritiro delle offerte ai 2 gruppi imprenditoriali
Nei 2 mesi successivi alla gara sono state effettuate verifiche ispettive presso la clinica Maristella da parte della ASL competente. Con riferimento alle carenze strutturali evidenziae nel verbale del 1 Giugno 2011 (allegata alla nota del Sindaco) la procedura fallimentare ha depositato, come prevede la legge 32 del 2001, un cronoprogramma di lavori ; con riguardo invece alle ispezioni erogate per l’anno 2010, i rilievi formulati dal Servizio ispettivo erano già contemplati dalla stessa ASL concordando con la procedura l’applicazione delle minori rette per i pazienti ascrivibili ai regimi assistenziali di R.A. ed R.S.A.
In data 3 Ottobre si è tenuta la seconda asta; nei termini indicati dal disciplinare è stata presentata una sola offerta da parte della Neuromed; dopo le verifiche da parte del Notaio, il complesso aziendale è stato aggiudicato alla Neuromed in quanto è risultata essere l’unica offerta, nonostante la seconda nota pervenuta dal Sindaco di Chieti, dato che non ripotava fatti nuovi rispetto a quelli che erano già noti.
Infatti anche per la procedura di vendita della 2ª asta va evidenziata l’estrema difficoltà in cui è stata condotta la procedura di gara in ragione dell’ennesimo intervento del Sindaco del Comune di Chieti che, a meno di 7 giorni dalla data fissata per l’asta, ha richiamato la ASL di Lanciano-Vasto-Chieti
ad esprimere una relazione sullo stato in cui versa l’azienda in fallimento nel termine di 7 giorni antecedenti alla gara onde consentirgli prima del giorno indetto per la vendita competitiva di emettere il suo provvedimento di concessione o di diniego delle autorizzazione.
La ASL risponde al Sindaco sottolineando che per quanto concerne la possibilità di continuare a gestire le attività sanitarie attualmente erogate presso il Centro si ritiene che ciò sia possibile in quanto i requisiti minimi di sicurezzaed igienico-sanitari risultano garantiti.
In data 25 Ottobre 2011 avviene il primo incontro fra Neuromed, Sindacati e Curatela per definire la trattativa di acquisto in cui la Neuromed presenta ai sindacati condizioni inaccettabili per l’accordo previsto dalla legge; il primo piano industriale presentato proponeva l’assunzione del 50% dei dipendenti, il che non era molto, ma si stava trattando.
Il 25 Ottobre a sorpresa Neuromed ha proposto di far assumere i dipendenti da una cooperativa che non avrebbe però nessun obbligo di riassumere tutti i dipendenti in servizio. Il che è inaccettabile per i sindacati quasi una forzatura proprio per ottenere un rifiuto all’accordo e per comunicare al Curatore l’intenzione di ritirarsi e riavere così indietro la cauzione di 130.000 euro.
L’unico fatto nuovo intercorso prima del 25 Ottobre 2011 è una nota datata 21 Ottobre che il Dott. Petruzzi, affittuario della Clinica Villa Pini, avrebbe inviato alla Curatela, al Giudice delegato, ai Vigili del Fuoco, al Dott. Sebastianelli, al Manager della ASL Zavattaro, al Sindaco Di Primio e non ultimo alla Neuromed dove in sostanza chiede a tutti gli organi sopra citati di assumere tutte le iniziative necessarie volte ad accertare ed eliminare eventuali situazioni di rischio presenti nella struttura declinandosi da ogni eventuali responsabilità in caso di emergenze.
In data 26 Ottobre è intervenuta una visita ispettiva dei NAS unitamente ad alcuni rappresentanti della ASL inviata dalla Commissione di inchiesta parlamentare, dove sostanzialmente vengono confermate le medesime criticità strutturali (esistenti sin dall’apertura del Centro) riscontrate nelle ispezioni del 16 Maggio 2011
In data 27 Ottobre è intervenuta l’ispezione da parte della Asl di Chieti per confermare il setting assistenziale dei pazienti residenti a Chieti.
Nonostante tutte le iniziative manifestate su vari fronti, non sussistono fatti pregiudizievoli relativi allo stato dell’azienda sia sotto il profilo funzionale che strutturale. Formulo per concludere alcune domande che noi dipendenti ci facciamo da tempo.
Perché per 15 anni ad Angelini nessuno ha detto nulla riguardo alle criticità strutturali e di cui si parla solo in prossimità dell’asta, e ci si ricorda solo ora che siamo tutelati da un tribunale?

Perché invocare ad ogni ispezione e solo per il Maristella la legge 32 del 2007 sull’accreditamento quando la stessa legge prevede che per tutte le strutture preesistenti come la nostra vi è la possibilità di presentare un cronoprogramma di interventi da concludere entro la fine del 2012 (cosa che la curatela ha fatto)?
Perché la ASL non applica la stessa solerzia nel pagamento delle fatture del Maristella, i cui dipendenti sono senza stipendio da 6 mesi?
Voglio mettere in evidenza per concludere la gravità della situazione sia sul piano umano, perché parliamo di persone deboli e sofferenti, che vivono nella condizione di impossibilità a difendere i propri diritti, sia sulla evidente mancata volontà del governo regionale di cercare una soluzione ai problemi della struttura che garantisca la permanenza dei pazienti in un ambiente di vita e di relazione loro abituale.
La situazione attuale del Maristella rappresentata una vicenda umana straziante per l’assoluta indifferenza alle esigenze di cura di questi malati, che possono votare, ma che non possono esprimere desideri o preferenze per la loro eventuale destinazione semmai si palesasse la chiusura del Centro.
Il recente passato evidentemente non ha insegnato nulla all’ufficio commissariale, che sembra aver dimenticato cosa è successo con il trasferimento delle Villette e dell’ex Paolucci.
Alcuni malati trasferiti infatti morirono e ci sono stati disagi indicibili per le famiglie, spaesamento per i malati , cambio improvviso di terapie, insomma strascichi che sarebbe stato meglio evitare.
Nel frattempo il panico si è impadronito dei pazienti del Maristella che noi operatori fatichiamo a tranquillizzare in seguito alle numerose visite ispettive su più fronti; sembra che a preoccuparsi del destino di questi pazienti con alte disabilità psicofisiche interessi solo noi che con abnegazione continuiamo ad assisterli con amore come da 20 anni.Molti di loro infatti li abbiamo visti crescere e maturare, insomma noi rappresentiamo di fatto la loro famiglia.

Fonte: abruzzoweb

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