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Chieti, turismo: sparisce la Sangro Aventino card

Dopo sei anni di vita rischia di sparire la “Sangro Aventino card” che potrebbe essere trasformata in “Costa dei trabocchi card”.
L’operazione, che attraverso il progetto della card tenta di mettere in rete le risorse turistiche del territorio di riferimento, rischia di ridursi a una sola parte di esso, quella costiera.
La trasformazione non piace al vice presidente della Provincia di Chieti,Antonio Tavani, che, smessi i panni istituzionali, ha deciso di scrivere una lettera da semplice operatore del turismo locale qual è (essendo titolare del Camerlengo a Fara S. Martino) ai colleghi operatori e gestori di risorse turistiche del Sangro Aventino. 
“Tale decisione – fa sapere Tavani – pare essere stata presa da pochi, e non condivisa in assemblea né in pubblica riunione né in cda, e non risponde ad alcuna logica di valorizzazione turistica di un territorio che invece di aprirsi ulteriormente alla costruzione di una ‘marca’ anche con il contributo eccellente della ‘costa dei trabocchi’, vi si rifugia dentro come se qualche operatore tra noi potesse essere mai convinto, dopo decenni di esperienza sul campo, che questa possa sintetizzare l’intera offerta turistica, culturale, ambientale, archeologica e storica della Provincia di Chieti”.
“La costa dei trabocchi è straordinaria, ma ai più pare che tale eccellenza sia più potenziale che reale al momento – nota ancora l’albergatore – e il suo processo di lancio e definitiva valorizzazione non può prescindere dai valori già affermati nella storia della offerta culturale e ambientale chietina, come il castello di Roccascalegna, il lago e il castello di Casoli, le grotte del Cavallone, il monastero di San Martino in Valle, la grotta Sant’Angelo, Guardiagrele, Juvanum, il castello e i musei di Lama e Palena, l’oasi di Serranella, il paese del gesso, le tradizioni contadine dei centri del parco della Majella, i nostri favolosi centri storici, e tanto altro. Senza parlare di tutto quello che offre l’altra vallata, quella del Sangro”.
DA Abruzzoweb

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