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Chieti, Tares: per i commercianti aumenti anche del 300%

Lo slittamento a luglio del pagamento della prima rata della Tares (tassa sui rifiuti solidi urbani) deciso dal Senato non tranquillizza nessuno, tantomeno gli operatori commerciali, preoccupati per come la nuova tassa influirà in un periodo già dilaniato dalla crisi dei consumi.
Nell’evidenziare come la Tares comporterà un aumento spropositato delle tariffe anche per le imprese commerciali e turistiche, Confcommercio ha scritto una lettera ai sindaci dei Comuni di Chieti e provincia, nella quale si chiedono agevolazioni ben precise per la categoria rappresentata, elaborando regolamenti di applicazione virtuosi, con un occhio di riguardo per il commercio locale. “Siamo veramente preoccupati per l’introduzione della Tares che rischia di dare un colpo mortale alle imprese -osserva il presidente provinciale dell’associazione, Angelo Allergino, – un ristorante, ad esempio, andrebbe a pagare quattro volte in più di quanto adesso paga con la Tarsu. Non ci stancheremo mai di ricordare che già adesso i commercianti debbono ricorre a prestiti per pagare le tasse e figuriamoci cosa potrà accadere con un ulteriore inasprimento fiscale. Chiediamo più coraggio soprattutto ai nostri amministratori locali e politiche che favoriscano la ripresa delle piccolissime imprese, vera spina dorsale della nostra economia”.
LA TARSU PER LE IMPRESE COMMERCIALI E TURISTICHE Per Confcommercio “il passaggio a questo nuovo tributo comporterà un aumento spropositato delle tariffe sui rifiuti che saranno calcolate sulla base di parametri di legge i cui coefficienti potenziali di produzione, forniti per calcolare la parte variabile della tariffa da attribuire alle categorie di utenza non domestica, hanno già marcatamente evidenziato il loro totale scollamento dalla reale produzione di rifiuti delle varie categorie economiche. A ciò bisogna aggiungere la quota dei servizi, per la sicurezza e l’illuminazione delle strade, introdotta dalla Tares e che prima non si pagava con la Tarsu”. Confcommercio parla di un vero e proprio salasso in arrivo per le imprese locali calcolato, a livello nazionale, in un aumento medio dell’imposta sui rifiuti pari alla cifra record del 290% che cresce addirittura fino al 400% per settori come la ristorazione e l’ortofrutta.
Lo studio effettuato dalla Confcommercio, poi, entra nel dettaglio con alcuni esempi pratici che spiegano, concretamente, l’impatto che avrà la Tares per la categoria sul territorio.
Pescherie, negozi di fiori o pizzerie al taglio con un locale di 100 metri quadrati andranno a pagare circa 3 mila euro a fronte dei 400 euro pagati nel 2012 mentre discoteche di 200 metri quadrati passeranno da 558 euro ad oltre 4 mila euro.
Da www.chietitoday.it

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