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Chieti, Sixty: no a esuberi, prosegue presidio

 

Cgil, Cisl e Uil non accetteranno esuberi strutturali «in un territorio già estremamente provato da anni di deindustrializzazione» ma hanno riconfermato la disponibilità a fare sacrifici «per superare insieme questa delicata fase, anche se solo in parte diretta conseguenza della crisi,

ma principalmente frutto di scelte sbagliate compiute dai vari manager che in questi anni si sono succeduti nella Direzione dell’ azienda». È la posizione espressa dalle organizzazioni sindacali dopo l’incontro svoltosi oggi a Chieti nella sede di Confindustria con il nuovo direttore generale della Sixty Michel Lhoste per la presentazione del nuovo piano industriale. Il piano è stato parzialmente illustrato, senza entrare ancora nel merito per quel che concerne le ricadute sui livelli occupazionali, piano che i sindacati hanno auspicato sia diverso da quello già illustrato e che prevede 250 esuberi su 445 unità lavorative. «Su alcuni aspetti come la centralità del sito di Chieti, la riduzioni dei costi generali, consulenze in primis, ripristino di clima sereno all’interno dell’azienda, ritrovare coesione e collaborazione tra i diversi settori e valorizzazione delle professionalità, sicuramente c’è condivisione» – hanno sottolineato i rappresentanti sindacali che tuttavia si dicono preoccupati e che manterranno il presidio davanti all’azienda nella zona industriale di CHieti Scalo. Le parti torneranno ad incontrarsi dopo che la Direzione Aziendale avrà messo definitivamente a punto il piano industriale specificando argomenti e strategie.

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