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Chieti, Sevel: operai in ferie senza cassa integrazione

Uno sciopero di quattro ore in tutte le fabbriche della provincia di Chieti è stato indetto oggi dalla Fiom-Cgil per contestare il nuovo decreto legislativo sul mercato del lavoro. «Si tratta di un provvedimento iniquo e inadeguato», fa sapere la Fiom provinciale, «che non migliora la qualità del lavoro nel nostro Paese e non aumenterà l’occupazione». «Con questa legge», prosegue il sindacato di Maurizio Landini , « si mantengono tutte le tipologie precarie nate dalla politica liberista dei governi Berlusconi e non solo la crisi proseguirà, ma rischia di provocare ulteriori danni, specie per donne, giovani, lavoratori anziani e Mezzogiorno».
Una delegazione provinciale di attivisti Fiom e di forze sociali sarà domani anche a Roma davanti alla Camera dei deputati per contestare il voto della riforma del mercato del lavoro.
Intanto, in Val di Sangro, si tira un sospiro di sollievo per le ferie in Sevel, il più grande stabilimento per la costruzione di veicoli commerciali leggeri in Europa. I circa 6.200 dipendenti della fabbrica del Ducato Fiat andranno in ferie dal 1° agosto al 21 compreso.
Tre settimane di vacanze senza neanche un giorno di cassa integrazione, così come si temeva in primavera, sono di per sè, secondo i sindacati Fim, Uilm e Fismic, un “segnale positivo”.
Lo stabilimento di contrada Saletti si era già fermato per cassa integrazione il 28 maggio e 11 giugno, mentre altre giornate di Cig erano previste per il 18 e 29 giugno. Un ordine improvviso di circa 2mila furgoni ha tuttavia cambiato i programmi aziendali.
Lunedì 18 giugno è saltata la cassa integrazione sul terzo turno e per il prossimo venerdì la Cig è stata revocata per l’intera giornata.
Il 2012 si è aperto con diverse difficoltà per la Sevel, che da sola muove un terzo del Pil regionale: il crollo del 10% nei primi sei mesi dell’anno della vendita dei veicoli commerciali leggeri aveva costretto l’azienda a ricorrere ad alcune giornate di cassa integrazione e a non rinnovare il contratto a 350 precari. Nel corso dell’anno ci sono state anche numerose giornate di fermo dovute ai diversi scioperi dei Tir e dei mezzi pesanti, all’emergenza neve e al blocco delle bisarche. La mancata produzione non è stata recuperata, mentre per la copertura economica dei turni di lavoro saltati l’azienda, come da contratto, ha fatto ricorso alle ferie e ai permessi residui dei lavoratori.
Ma un lieve segnale positivo i sindacati firmatari del contratto Fiat del dicembre scorso lo notano nel recente ordine dei 2mila furgoni Ducato. «In un contesto di crisi», fa notare Nicola Manzi, segretario provinciale Uilm , «assistiamo ad un piccolo segnale di miglioramento: quando c’è lavoro c’è tutto ed è questo che dobbiamo salvaguardare». Dello stesso avviso anche Domenico Bologna, Fim-Cisl: «La Sevel resta il traino fondamentale di questo territorio . si può parlare di lieve ripresa, ma aspettiamo di confermare questi numeri nelle prossime settimane e di verificare i dati di settembre». «Siamo soddisfatti», dice Roberto Salvatore, segretario provinciale della Fismic, «voci di stabilimento facevano addirittura presagire la cassa integrazione durante le ferie e invece c’è questo piccolo, ma incisivo miglioramento: aspettiamo a questo punto i dati di luglio».
Per nulla tranquillizzato è invece Marco Di Rocco, segretario provinciale della Fiom: «Il crollo del mercato italiano per i veicoli commerciali leggeri ci preoccupa non poco», commenta , «a maggio in Italia le immatricolazioni dei furgoni commerciali sono scese del 45%. Non abbiamo dati precisi per il Ducato, ma si parla di un meno 38%. Come sempre però l’azienda non fornisce numeri ed è impossibile programmare il futuro».
Il centro

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