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Chieti, Sevel: necessario nuovo accordo

“Per la Sevel si deve aprire un tavolo per stabilire la quantità dei nuovi investimenti, cui sono collegati occupazione e salario”. Lo ha detto il segretario nazionale Fim Cisl, Bruno Vitali,

 

a Pescara, in una conferenza stampa indetta dalla Cisl e dalla Fim Abruzzo per discutere del futuro dello stabilimento della Val di Sangro e delle prospettive di occupazione e lavoro sul territorio regionale.
“Noi siamo pronti a fare accordi simili a quelli realizzati in precedenza. Devo sfatare però – ha aggiunto – le bugie che sono state dette. Non è stato messo in discussione nessun diritto, né di sciopero né di malattia”. Vitali ha sottolineato che la Sevel rappresenta per l’Abruzzo “una miniera d’oro, un punto di forza nello scacchiere della Fiat in Italia”, che occorre potenziare e rilanciare. Ha, inoltre, annunciato che martedì 8 si terrà, a Torino, una riunione in cui si discuterà anche della stabilimento della Val di Sangro.
Il segretario regionale della Cisl, Maurizio Spina, da parte sua, ha ribadito che è necessario un nuovo accordo “che favorisca la crescita dei volumi produttivi, la riassunzione del personale e rafforzi l’indotto”. “Da quella realtà, dove si produce il 10% del Pil regionale – ha evidenziato -, può arrivare un grande segnale che serve, in questo momento, all’Abruzzo, quello di una spinta alla ripresa”.
A tale proposito, Spina ha fatto presente che la situazione economica abruzzese versa ancora in condizioni di grande difficoltà. Il Pil è allo 0,5% e, dunque, la metà di quello nazionale, la cassa integrazione, a gennaio, è cresciuta del 14%, mentre nel resto d’Italia è diminuita; i lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali, sempre stando ai dati di gennaio, sono 35 mila, 2200 in più rispetto allo stesso periodo del 2010; in aumento anche il numero dei fallimenti.
“L’economia abruzzese – ha ribadito Spina – ha bisogno, dunque, di una spinta. Dobbiamo firmare il Patto per lo sviluppo con la Regione, ma soprattutto dobbiamo favorire le imprese che hanno commesse e possono dare risposte occupazionali, in particolari ai giovani. Con la crisi Sevel, 1.000 giovani sono usciti. Giovani che dobbiamo far tornare a lavorare. Per questo siamo interessati a firmare l’intesa”.

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