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Chieti, sanità: si trasferisce Oncologia, preoccupazioni

«Sono a dir poco stupito dalla polemica sollevata dall’associazione Gaia, che trovo del tutto fuori luogo, perché colpisce un’Azienda che assai più di altre ha investito progettualità e risorse sulla senologia». Non nasconde l’irritazione il Direttore generale della Asl Francesco Zavattaro di fronte alla posizione assunta dall’Associazione nata a tutela delle donne malate di tumore al seno in merito al trasferimento dell’Oncologia dell’ospedale di Chieti, reso necessario, com’è noto, dalla necessità di eseguire interventi di adeguamento strutturale nei corpi C ed F, e, conseguentemente, individuare sistemazioni alternative per le unità operative che vi sono ubicate.
«Qualunque dubbio o timore dell’associazione poteva essere rappresentato senza alcun problema a questa Direzione – aggiunge il manager – che ha dimostrato nei fatti quanto abbia a cuore il problema del cancro al seno conquistando una serie di primati incontestabili. Siamo gli unici in Abruzzo, e tra i pochi in Italia, ad aver istituito un’unità di diagnostica senologica, con sede a Ortona, dov’è concentrata la fetta più sostanziosa dell’attività chirurgica della Asl e dell’intera regione. Inoltre, ancora per primi, abbiamo riavviato lo screening senologico, che ogni settimana offre a 256 donne tra 49 e 69 anni la possibilità di eseguire mammografie gratuite negli ospedali di Ortona, Lanciano, Vasto e Chieti. Senza trascurare il percorso clinico dedicato alla senologia, che permette alle donne una reale e totale presa in carico dal momento della diagnosi fino alla guarigione, attraverso la figura della case manager. A fronte di tanto impegno, che ha prodotto risultati concreti, ritengo senza fondamento la levata di scudi dell’associazione, che ritiene di dover intervenire pubblicamente per tutelare le donne, diffidando delle capacità della Direzione Aziendale di trovare una soluzione adeguata al problema del trasferimento. Desidero comunque rassicurare le signore: non ci saranno ridimensionamenti per l’Oncologia, che disporrà di una sistemazione adeguata e moderna, che sappia coniugare l’efficacia clinica con la tutela della privacy. Non siamo dilettanti, e abbiamo sensibilità adeguata per affrontare degnamente anche questo problema. Le pazienti non hanno nulla da temere».

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