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Chieti, rifiuti: Deco, “penalizzati dalla Regione”

Deco, la società teatina che si occupa del trattamento dei rifiuti solidi urbani indiferenziati delle province di Pescara, Teramo e parte di quella di Chieti, accusa la Regione Abruzzo di volerla penalizzare.
In una conferenza stampa questa mattina presso l’impianto di trattamento rifiuti a Casoni, l’amministratore delegato Paolo Tracanna, archiviata, “perché il fatto non sussiste”, l’inchiesta per traffico illecito di rifiuti che lo vedeva tra gli indagati, adesso chiede maggiore considerazione da parte dell’ente regionale, dopoché, circa un mese fa, l’assessore Mauro Di Dalmazio ha convocato tutte le aziende pubbliche del settore sulla possibilità di sfruttare i fondi Fas, meno la Deco.
“Eppure noi – dice il direttore esecutivo Deco Roberto Pasqualini – sebbene siamo un’azienda privata svolgiamo una importante funzione pubblica, visto che tutti i rifiuti indifferenziati abruzzesi vengono trattati da noi e in altri cinque impianti pubblici, tre nell’aquilano e in due nel teatino”.
Dal punto di vista del trattamento dei rifiuti solidi urbani, dunque, la regione Abruzzo sarebbe autosufficiente, mentre è mancante di strutture che servono per la fase successiva a quella del trattamento che prevede lo smaltimento del cdr (combustibile da riufito) o css (combustibile solido secondario) in discarica o nei cementifici.
Ma la Regione sembra non avere lo stesso punto di vista, se è vero che, come riferisce Deco, sta pensando di realizzare una nuova impiantistica pubblica di trattamento rifiuti, penalizzando dunque l’impianto Deco che attualmente accoglie da 220 a 230 mila tonnellate di rifiuto indifferenziato all’anno, anche se ha una autorizzazione al trattamento di 270 mila tonnellate annue.
“Dietro questa politica non ci possono essere ragioni di tipo economico – dice ancora Pasqualini – perché, dati alla mano, noi costiamo come o anche meno del pubblico che ha tariffe che vanno dai 140 ai 167 euro a tonnellata per il solo trattamento di smaltimento. Noi che invece offriamo un un servizio che prevede anche la fase del recupero abbiamo tariffe tra i 140 e i 150 euro a tonnellate. E questo in seguito alla chiusura della discarica di Colle Cese che ci costringe ad andare a smaltire il css lontano, con grossi costi per il trasporto e il conferimento”.
Se dunque la Regione autorizzasse l’apertura di nuove discariche, come le due di Notaresco, o lo smaltimento in cementificio, la tariffa si abbasserebbe ancora di più. Ma prima di tutto, ed è quello che chiede la Deco, occorre riaprire un dialogo con l’ente regionale, dopoché al tavolo tecnico del mese scorso l’azienda teatina è stata esclusa.
Da Abruzzoweb

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