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Chieti: provincia vende immobili per 16mln

 

La Provincia di Chieti ha pubblicato un Avviso di vendita pubblica che comprende beni immobili per un valore di 16.633.342,50 euro. Ed è tra i primi Enti in Italia ad applicare le norme previste nel cosiddetto Decreto Sviluppo

che permette agli Enti, attraverso appositi progetti, di valorizzare i propri beni patrimoniali. I beni messi in vendita sono l’ex Istituto Agrario di Lanciano e sempre a Lanciano l’ex Succursale del Liceo Scientifico. A Paglieta è stato invece posto in vendita il complesso dell’ex Istituto Tecnico Agrario, a Chieti il complesso immobiliare ex ospedale in via Arniense 208. Sia a Lanciano sia a Paglieta immobili ed aree in vendita sono state suddivise a loro volta in Ambiti, per ciascuno dei quali è stata individuata una destinazione ed un prezzo base d’asta. Nel 2010 la Provincia di Chieti ha incassato dalla vendita di alcuni dei propri beni circa 1,6 milioni di euro. «Questo avviso rappresenta una sorta di ultima chiamata per evitare il fallimento dell’Ente – ha detto il presidente Enrico Di Giuseppantonio nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche l’assessore al bilancio Alessio Monaco e l’assessore all’urbanistica Nicola Campitelli – e per questo lancio anche un appello a tutti coloro che fossero interessati a portare avanti iniziative per lo sviluppo del nostro territorio. Vorrei evidenziare un aspetto importante che è la valorizzazione dei nostri beni e del contesto urbanistico nel quale sono ubicati, ma altrettanto significativo è il risvolto finanziario per i proventi che speriamo arrivino da questa vendita e che ci aiuteranno su almeno quattro fronti: la copertura del disavanzo, la copertura dei debiti ancora da riconoscere, una iniezione di liquidità per le casse e dunque per pagare i creditori ai quali rivolgo l’ennesimo invito a non presentare ingiunzioni». «Ma, soprattutto, torneremmo ad avere un bilancio normale, non più oberato dai debiti e che pertanto ci consente di investire sulla manutenzione di strade e scuole oltre che per garantire servizi essenziali»

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