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Chieti, province: basta campanilismi, se ne discuterà al Cal

Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, in relazione al provvedimento di riorganizzazione delle Province abruzzesi previste dal decreto legge 95/2012 “Spending Review”, ha dichiarato quanto segue.

«Capisco la presa di posizione degli esponenti politici e degli amministratori pescaresi che, a seguito della delibera del Consiglio dei Ministri approvata nella giornata di ieri, vedono il proprio territorio accorpato sotto altre province: al loro posto probabilmente anche io mi sarei fatto sentire e come.

Alla luce, però, della decisione assunta dal Governo, attardarsi su sterili posizioni reduciste o campanilistiche ritengo non giovi a nessuno.

La prima sede istituzionale nella quale noi tutti ci confronteremo sarà la riunione del Cal, il Consiglio delle Autonomie Locali, convocata dal presidente Pagano per l’11 settembre. Lì, però, piuttosto che alzare steccati o sventolare bandierine, tutti dovremo avere la capacità di proporre un progetto di riorganizzazione e di riassetto degli uffici, delle competenze e delle funzioni che già appartenevano alla vecchia organizzazione dell’Abruzzo in quattro province.

La capacità di saper guardare oltre, di non fossilizzarsi su una organizzazione politico-istituzionale ormai sacrificata sull’altare della spending review, ci consentirà di trovare soluzioni e organizzare la vasta area che, a diverso titolo, ognuno di noi è chiamato ad amministrare.

L’obiettivo, assunto che le Province saranno due, ovvero quella di Chieti-Pescara e quella di L’Aquila-Teramo, non potrà che essere quello di migliorare, razionalizzare e ottimizzare i servizi offerti ai cittadini affinché nella nuova Provincia di Chieti-Pescara e nell’intero Abruzzo ci sia una sempre maggiore qualità della vita dei cittadini.

A tal proposito, voglio ricordare che ancor prima della ufficializzazione della riduzione delle province, avendo sempre in mente quale obiettivo quello di rendere sempre più efficienti i servizi in favore dei cittadini, ho proposto, trovando il favore della Regione e di molti sindaci della Provincia di Chieti e di quella di Pescara, la costituzione di un bacino unico del trasporto pubblico locale che comprendesse l’intera provincia di Pescara e l’ area Marrucina, ovvero quella ricompresa fra Chieti, Ortona, Guardiagrele.

Se dovesse essere approvato tale dimensionamento del bacino, tutti i residenti in questa vasta area avrebbero la possibilità di utilizzare un unico biglietto per muoversi, con notevoli benefici di carattere economico ed anche ambientale, riducendosi altresì l’utilizzo delle auto private a beneficio dei mezzi pubblici.

In conclusione, dovendo l’Abruzzo d’ora in poi contare su due sole Province, quella di Aquila-Teramo e quella di Chieti-Pescara, la politica chiamata a gestire e governare questo processo riformatore imposto dall’alto non potrà stare a guardare e men che meno stare a fomentare battaglie populiste, perché fuori dalla storia, che nulla porterebbero in termini di benefici ai cittadini.»

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