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Chieti. Progetto In.Te al palo: 13 aziende pronte ad investire ma mancano i pareri del Consorzio Industriale

Il Consorzio per lo sviluppo industriale Chieti-Pescara non rilascia i pareri per l’avvio del progetto In.te., ossia l’avvio di nuove attività produttive sull’area in cui sorgeva la cartiera Burgo, con 13 aziende pronte ad investire. E i candidati consiglieri Emiliano Vitale e Diego Costantini incalzano la Regione, “nella persona del governatore Luciano D’Alfonso”, affinché “si impegni concretamente e impartisca direttive in merito”.
Dopo qualche anno di stallo completo, all’inizio del 2015 il progetto In.Te., per la ricollocazione degli ex operai Burgo, è tornato a compiere qualche passo. Prima con la lettera del sindaco Umberto Di Primio indirizzata alla società, per chiedere di abbassare il prezzo dei terreni di via Piaggio. Poi, all’inizio di febbraio, con la replica della Burgo, che non solo accettava l’abbassamento dei prezzi, da 70 a 50 euro al metro quadrato, ma anche la partecipazione ad un tavolo di confronto, con lo stesso primo cittadino garante.
Dopo quasi quattro mesi, il Suap Chietino-Ortonese è pronto a rilasciare le autorizzazioni a costruire, ma non può emetterle senza i pareri del Consorzio. E i due candidati, consiglieri comunali uscenti, puntano il dito contro il centrosinistra reo “di aver determinato la chiusura della cartiera” e di “continuare a remare contro un progetto nel quale vogliamo e dobbiamo credere”.
Il progetto In.Te. aveva avviato i primi passi nella passata amministrazione, quella guidata da Francesco Ricci. E i due candidati proseguono con le accuse per aver “ereditato una scatola vuota, senza la caratterizzazione dei terreni, senza stabilire chi dovesse accollarsi gli oneri di urbanizzazione”.“

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