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Chieti-Pescara, Confindustria: rammarico per giudizio antitrust su confidi

Confindustria Chieti e Confindustria Pescara – pur ritenendo LA CONCORRENZA un valore primario delle imprese – esprimono profondo rammarico per il parere dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato sulla DGR 947/2011 in materia di Confidi. 
Una situazione a dir poco anomala che la Regione Abruzzo ha inteso correggere per favorire un miglior accesso al credito e portare il sistema bancario a ricevere garanzie solide da Confidi solidi in termini patrimoniali ed in termini di fondi di garanzia.
 
Secondo i dati di Banca d’Italia (Rapporto Economie Regionali) dal 1995 al 2008 – mentre la tendenza media del Nord e del Centro del nostro Paese è andata verso la riduzione del numero dei Confidi a favore di patrimoni più solidi e fondi di garanzia più idonei a supportare le imprese ed il sistema bancario – solo in Abruzzo la tendenza è stata inversa. Nello stesso periodo siamo passati da 38 a 76 Confidi e dai dati Cerved, il valore medio dei mezzi patrimoniali dei confidi regionali abruzzesi era pari alla fine del 2007 (ultimo dato disponibile) a circa 2,8 milioni di euro (1,6 milioni nel 2001).
 
L’ammontare di garanzie rilasciate da ciascun consorzio si  collocava alla fine del 2008 su un valore medio di circa 6 milioni di euro, in linea con il Mezzogiorno ma sensibilmente inferiore ai 21,8 milioni del Centro e ai 40,6 milioni del Nord; anche il numero medio di imprese associate risultava significativamente inferiore a quello rilevato nelle aree più sviluppate del Paese.
 
  
In questo contesto l’azione della Giunta Regionale d’Abruzzo non poteva che essere quella effettivamente intrapresa per portare i piccoli Consorzi Fidi ad aggregarsi in modo da fare massa critica verso il sistema bancario. Lasciare la situazione quo ante significa solo alimentare piccoli centri di potere che non sono utili alle imprese.
 
Il dubbio che resta è che la valutazione dell’Autorità Garante, sia pur riferita a concetti ispiratori della libera concorrenza tra imprese, non abbia tenuto conto del particolare contesto che il sistema del credito sta vivendo e del fatto che le strutture consortili di garanzia collettiva con l’avvento dei Consorzi Fidi ex art.107 del TUB (vigilati da Banca d’Italia)  saranno valutate restrittivamente anche dal sistema bancario italiano rispetto alle garanzie del soggetti vigilati anche per via della ponderazione del rischio, così come impostato da Basilea 2 e secondo i nuovi principi di Basilea 3.
 
Come da sempre sostenuto, occorreva che la Regione Abruzzo destinasse i pochi fondi a disposizione a favore dei Confidi 107 (anche extra regionali) o di quelli che avevano i requisiti per ottenere tale iscrizione e ripartire le contribuzioni sulle garanzie effettive prestate a favore delle imprese abruzzesi, così come in altre regioni è stato fatto.
 
Confindustria Chieti e Confindustria Pescara ritengono utile qualsiasi legittima azione delle associazioni di categoria, del sistema bancario  e delle istituzioni  interessate, idonea a riprendere il cammino intrapreso dalla Regione Abruzzo a tutela di tutte le imprese del territorio.

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