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Chieti, Parco costa teatina: delusione per ritardi

“Come tutti, sono rimasta molto male (molto male) e sorpresa dello slittamento della perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, come richiesto dal senatore Antonio D’Ali’.” La delusione è di Maria Rita D’Orsogna, Docente al Dipartimento di Matematica della California State University, a Northridge , ma abruzzese d’origine. DA sempre in prima fila contro le trivellazioni sul territorio abruzzese e paladina dell’ambiente, in questa lettera commenta i ritardi nella perimetrazione e la polemica dei giorni scorsi con il senatore D’Alì.
“Se n’è parlato molto in questi giorni in Abruzzo, ed è stato per noi tutti, ancora una volta, motivo di scoraggiamento e di incredulità.
Il senatore D’Ali’ e’ lo stesso onorevole che mi invito’ a parlare delle trivellazioni in mare in data 18 Gennaio 2012 presso il Senato della Repubblica Italiana.
Durante quell’evento ricordai ai presenti che fra i pochi strumenti utili e veloci che abbiamo per fermare i trivellatori c’e’ l’approvazione finale e la perimetrazione definitiva sia del Parco Nazionale della Costa Teatina che dell’Area Marina Protetta di Pantelleria.
Il mio modesto parere e’ che sarebbe molto meglio in questo caso copiare gli americani, che hanno fasce di almeno 160 km sulle loro coste, ad eccetto che nel golfo del Messico. Ma in attesa di queste “leggi all’americana”, mi accontento delle 12 miglia della Prestigiacomo e del parco per i motivi di cui abbiamo parlato tante volte su questo blog e che Lorenzo Luciano, Lino Salvatorelli e Fabrizia Arduini hanno spiegato egregiamente nel corso degli scorsi mesi a tutti quelli che li volevano ascoltare.
Scrissi allora una lettera a D’Ali. La sostanza dell’email era in una sola domanda: perche’ lei ha firmato questo rinvio della perimetrazione?
Ecco la risposta inviata non da D’Ali’ ma da un suo collaboratore, Salvatore Braschi.
Ciascuno puo’ leggerla e farsi l’opinione che vuole.
Qui quello che posso dire e’ che non c’entra l’emotivita’ mia o di chiunque altro – siamo vivi, abbiamo emozioni e sentimenti, ma sono i fatti che contano.
Sono anni – dieci per la precisione – che noi persone normali aspettiamo questo parco e saremmo degli automi se non avessimo sentimenti, visto che soprattutto Lorenzo, Fabrizia e Lino, ci hanno messo lavoro, tempo ed energia gratuitamente per leggersi carte, sensibilizzare, rompere le scatole e sentire l’insentibile da parte di politici gretti e senza amore. Come per il petrolio, hanno fatto di piu’ le persone normali che i politici d’Abruzzo.
Ma alla fine, alla fine, come dicevo, si devono guardare i fatti. E i fatti sono che:
1. La chimica, la medicina, le statistiche, i dati, i fatti condannano l’industria del petrolio e che non esiste struttura sicura al 100%.
2. Ergo, trivellare in riva – dove ci sono attivita’ che dipendono da natura e ambiente sano, (nonche’ le nostre citta’!) e’ folle.
3. Ergo, se vogliamo essere razionali facciamo le leggi all’americana: fascia di 160km anti-trivelle. Di sicuro non succede niente. A prova di bomba. Easy, no?
4. Visto che i nostri politici sono emotivi e che non vogliono fare la cosa piu’ razionale del mondo – gli americani non sono scemi! – allora facciamo la seconda cosa piu’ razionale: mettiamo il parco che crea la barriera delle 12 miglia.
Mi pare tutto cosi’ razionale!
Le argomentazioni riportate nella lettera di cui sopra, a mio parere, sul perche’ no, e con tutto il rispetto, sono vecchie e retrograde e suonano, purtroppo, come tante scuse che continuiamo a sentire dai politici d’Abruzzo. Non e’ stato mai fatto, non si puo’, si e’ perso tempo.
And so what? Non e’ stato mai fatto? Bene, facciamolo ora. Proviamoci, facciamo le cose giuste, anche se difficili.
Potrei rispondere punto su punto, sul commissario, sugli anni specati, ma a che pro?
Credo che sia tutto fine a se’ stesso. E’ tutto gia’ detto, gia’ scritto. Resta solo il fatto che un altra occasione si e’ persa.
Il parco lo vuole la stragrande maggioranza della gente. E’ cosi. Senatore d’Ali perche’ lei non e’ venuto in Abruzzo a chiederci cosa pensiamo? Perche’ non ha mai indetto una conferenza vera dandoci qualcosa di piu’ decente che quel lurido teatrino alla presenza di Sorgi e Di Stefano a San Vito Marina?
E cosi, leggendo e rileggendo, ancora una volta mi rendo conto di come la politica italiana abbia perso una occasione per avvicinarsi alla gente e invece di stare dalla nostra parte, si chiude su stessa dietro tante parole e scuse.
Ma alla fine, si torna sempre al punto di partenza: Antonio D’Ali avra’ anche firmato, ma dov’erano in tutto questo Fabrizio di Stefano, Giovanni Legnini, Gianni Chiodi, Enrico Di Giuseppantonio, Remo Di Martino, Antonio Sorgi e tutta la politica d’Abruzzo?
E’ facile prendersela con Antonio D’Ali, ma se tutti questi galantuomini che ci rapprensentano in Abruzzo avessero fatto il loro dovere, oggi non staremmo qui.
Se uno solo si fosse impuntato, non saremmo qui. Grazie al cielo che almeno Maurzio Acerbo e Walter Caporale hanno detto qualcosa, ma gli altri? Dove sono? Cosa dicono?
E’ a loro che va la vergogna piu’ grande, come sempre. Nessuno di loro ha potuto chiedere spiegazioni a D’Ali’, nessuno. Nessuno di loro ha osato commentare, dire, spiegare, ESIGERE che questo parco venisse perimetrato. Dove sono? Hanno qualcosa da dire?
Non votateli piu’: da Gianni Chiodi a scalare, questa gentaglia non merita i vostri quattrini.
Io lo sogno ancora un politico con la P maiuscola.”

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