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Chieti, Ombrina Mare: ecco le possibili soluzioni

“La discussione in Consiglio regionale sulla questione Ombrina mare e la risoluzione votata da maggioranza e opposizione non eliminano il problema della petrolizzazione del nostro territorio. Va innanzitutto chiarita la questione della mancato ricevimento da parte della Regione della comunicazione del Ministero, visto che, se cosi’ sono andate le cose, la questione potrebbe essere oggetto di ricorso”. Lo afferma il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico, che interviene sulla vicenda di Ombrina Mare 2. “Resta il fatto che il Ministero ha assunto un atteggiamento grave e poco chiaro dal momento che, dopo l’iniziale parere negativo, ha sospeso l’iter della pratica, lasciandola per due anni nel cassetto, senza portarla a conclusione – aggiunge Caramanico -. L’unica vera e concreta possibilita’ puo’ essere cercata nella istituzione del Parco nazionale della costa teatina, ricomprendendo al suo interno le aree costiere marine, in modo da scongiurare una volta per tutte la possibilita’ di estrazioni lungo la costa. Spiace constatare la mancata consapevolezza dei rischi che corre il nostro territorio da parte della maggioranza, che ha rigettato l’emendamento da noi presentato con il quale chiedevamo al Presidente Chiodi di attivarsi al piu’ presto per l’istituzione del suddetto parco. Una miopia amministrativa grave e pericolosa. Ci preoccupa quello che potrebbe accedere nel prossimo futuro: non e’ solo infatti la questione Ombrina che va risolta, ma anche tutta una serie di autorizzazioni per impianti di stoccaggio, come quello denominato di Poggio Fiorito a San Martino sulla Marrucina, che rischiano di produrre un impatto violento sul nostro territorio. Per questo chiediamo che anche l’Abruzzo, in virtu’ del suo essere regione verde d’Europa – conclude Caramanico – venga inserita tra le aree, come il golfo di Napoli, quello di Salerno, Venezia e le isole Egadi, per le quali la legge n. 9 del 91 vieta qualsivoglia attivita’ estrattiva”. 

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