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Chieti. Negri Sud, CdA Fondazione Istituto di ricerca: il commento dei sindacati

“Tutto sommato non cambia nulla rispetto al consorzio pre esistente e questa e’ una pecca non da poco, considerato che la trasformazione e’ stata inseguita, auspicata e raggiunta come fosse la soluzione a tutti quei problemi che ad oggi rimangono con forza all’ordine del giorno . Lo dichiarano in una nota Sergio Aliprandi della Filcams Cgil e Ernesto Magnifico della Fisascat Cisl, all’indomani del cda della Fondazione dell Istituto di ricerca Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro. “Le novita’ sostanziali sono in seno al Direttore Amministrativo, che si configura momentaneamente nelle persone di Emilio Nasuti e di Enrico Di Giuseppantonio”, rispettivamente delegato della Regione Abruzzo e della Provincia di Chieti, soci paritari della Fondazione insieme al Mario Negri di Milano dopo la trasformazione avvenuta nei mesi scorsi. L’altra novita’ riguarda il Direttore scientifico, assunto ad interim da Garattini, almeno per i prossimi mesi di esistenza della Fondazione, scrivono i sindacalisti nella nota. “Il risultato oggi e’ ancora il vecchio cambiare tutto per non cambiare nulla: il piano di rilancio, cosi’ come rappresentato verbalmente e a cui seguira’ un documento ufficiale, si fonda sull’aspettativa di attivare, d’intesa con gli Enti pubblici, alcune attivita’ di servizio che essi devono garantire ma che non sono in grado di svolgere. Una filiera di lavori che puo’ essere significativa per il bilancio della Fondazione se finalizzata a rafforzare la ricerca, di base e applicata, su cui invece nulla e’ stato proposto dal CDA. Resta quindi la domanda sulle attivita’ fondanti del centro: saranno portate avanti e potenziate le attivita’ di ricerca? , chiedono i sindacati. Nel frattempo il cda del Negri Sud ha riproposto la cassa integrazione in deroga “fino a dicembre per 35 dipendenti a zero ore per quei laboratori che non hanno progetti, per altri 10 lavoratori con una incidenza del 50 % e riguardante i laboratori che sono piu’ o meno attivi su qualche progetto e per tutto il resto dei dipendenti reintegra al 100% delle attivita’, spiegano i due sindacalisti nella nota.

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