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Chieti: migliorano i tempi di pagamento a imprese

Migliora la puntualità nei pagamenti in provincia di Chieti: nel primo trimestre 2012 il 45,3% ha saldato alla scadenza le fatture ai fornitori, rispetto al 38,07% di un anno fa. Secondo l’indagine realizzata da CRIBIS D&B, società del gruppo CRIF specializzata nella business information, Chieti è seconda tra le province abruzzesi più virtuose preceduta, di pochissimo, solo da Teramo (45,5%) e seguita da Pescara (43,9%) e l’Aquila (42,5%). La media regionale si attesta invece al 44,5%.
Entrando nel dettaglio, il 47,4% delle imprese di Chieti ha saldato le fatture ai propri fornitori entro un mese oltre i termini pattuiti con i partner commerciali, il 4,4% tra i 30 e i 60 giorni di ritardo, l’1,8% tra i 60 e i 90 giorni, lo 0,8% tra i 90 e i 120 giorni, lo 0,2% oltre il limite dei 120 giorni.
La perfomance di Chieti è superiore alla media regionale (44,5% di imprese virtuose), ma inferiore a quella nazionale (46,6). A livello regionale, la ricerca evidenzia un piccolo miglioramento nelle tempistiche dei pagamenti: le imprese virtuose in Abruzzo sono passate dal 38,78% dello scorso anno al 44,5% attuale.
Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS D&B, avverte: “Il miglioramento è dovuto in parte al fatto che il ritardo si è ‘istituzionalizzato’, cioè è stato incorporato nei termini di pagamento definiti contrattualmente. Da una survey qualitativa realizzata da CRIBIS D&B nel marzo 2012 su oltre 500 credit manager italiani risulta che oltre il 90% degli intervistati ha ricevuto richieste di aumento dei termini di pagamento e il 62% degli intervistati ha individuato in questo una delle maggiori problematiche che la sua azienda ha dovuto affrontare nell’ultimo anno”.
In questo quadro sono le micro realtà ad emergere per una più alta concentrazione nella classe di pagamento puntuale, mentre per le imprese di grandi dimensioni solo il 13% dei casi analizzati riesce a rispettare gli accordi contrattuali. In Abruzzo le micro imprese (fatturato inferiore a 2 milioni di euro e meno di 10 dipendenti) sono state puntali nel 46,3% dei casi; le piccole (meno di 10 milioni di euro e sotto i 50 dipendenti) nel 37,2%; le medie (fatturato inferiore ai 50 milioni di euro e meno di 250 dipendenti) nel 22,2%; le grandi (fatturato superiore ai 50 milioni di euro e più di 250 dipendenti) solamente nel 16,9% dei casi. I comparti che hanno mostrato le migliori performance? In primo luogo trasporti e distribuzione (53,5%). Tra i settori meno virtuosi invece, troviamo l’edilizia (40,6%) e l’industria e produzione (41,5%).“

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