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Chieti. Lotta all’abusivismo: vademecum di Confcommercio contro le vendite illegali in spiaggia

Combattere l’abusivismo commerciale sulle spiagge, un fenomeno dannoso per l’economia locale e per i commercianti onesti, senza dimenticare i risvolti criminosi di tale pratica piuttosto diffusa sul territorio. Confcommercio dichiara guerra all’abusivismo commerciale in spiaggia e stringe un patto con le autorità competenti. Ieri mattina a Francavilla la presidente provinciale Marisa Tiberio, con il delegato Antonio Del Ciotto, ha tenuto una conferenza stampa sull’argomento con il comandante della Guardia di Finanza di Vasto, Marco Garofalo, il comandante della stazione dei carabinieri di Francavilla al Mare, Antonio Mauro Solimini, il vice comandante della polizia municipale di Francavilla al Mare, Giustino Tancredi, e il comandante della Guardia costiera di Ortona, Angelo Napolitano; presente anche il sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani. “L’abusivismo sulla spiaggia è un problema serio sia per gli esercenti corretti, che subiscono una concorrenza sleale, che per gli utenti che acquistano in maniera impropria oggetti di dubbia provenienza. I venditori ambulanti abusivi si impossessano del mare – secondo Tiberio- ed espongono illegalmente la loro mercanzia senza controlli né garanzia per la clientela che compra merce di qualità scadente e confezionata chissà dove”. Confcommercio è tornata a ribadire la necessità di debellare il fenomeno utilizzando la legge nazionale in materia e la recente ordinanza balneare regionale che, tra le altre cose, fissa,  “il divieto di occupare con qualsiasi impianto i primi 5 metri di spiaggia per motivi di sicurezza
Confcommercio ha anche stilato un vademecum con i dieci buoni motivi per non comprare abusivo. Eccoli:
1.Sanzioni: acquistare prodotti falsi comporta una sanzione per l’acquirente finale da 100 euro a 7.000 euro.
2.Sicurezza della salute: i prodotti contraffatti non seguono processi produttivi a norma di legge e controllati, con conseguenti inevitabili rischi per la salute di chi indossa o utilizza il prodotto contraffatto, causati da agenti chimici, coloranti e collanti (allergenici o addirittura cancerogeni), utilizzati nella lavorazione dei prodotti tessili, della pelletteria e delle calzature.
3.Qualità/prezzo: la qualità di un prodotto contraffatto corrisponderà al prezzo pagato dal consumatore sia in termini di scarsa fattura dello stesso, sia per la mancanza di garanzie di qualità, di assenza di difetti e di assistenza post vendita.
4.Occupazione: contraffazione ed abusivismo contribuiscono allo sfruttamento della manodopera clandestina, del lavoro sommerso e del lavoro minorile sottraendo importanti spazi all’economia regolare.
5.Concorrenza sleale: vengono danneggiati gli imprenditori che pagano le tasse. Quegli imprenditori che producono nel rispetto delle leggi ed investono in ricerca, sviluppo, innovazione ed immagine; quegli imprenditori che vendono nei negozi tradizionali prodotti originali e Made in Italy con valore pari a quelli delle false griffe. Un mercato senza legge è un mercato fuori legge.
6.Fisco: l’industria del falso produce un danno allo Stato, sottraendo all’erario una quota significativa di gettito a causa della diminuzione delle entrate, dell’evasione fiscale e di quella contributiva.
7.Ricadute sociali: sono rilevanti i danni in termini di mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, delle tutele dei lavoratori occupati nell’industria del falso e nella vendita abusiva di prodotti taroccati (assenza di tutele sanitarie, previdenziali, per infortuni sul lavoro, per orari e salubrità dei luoghi di lavoro).
8.Criminalità: contraffazione ed abusivismo alimentano la malavita ed arricchiscono la criminalità organizzata.
9.Aspetto etico-sociale: è evidente l’assenza della cultura della legalità ed un inaccettabile atteggiamento assolutorio verso chi compra.
10.Aspetto penale: contraffazione ed abusivismo sono troppo spesso ed a torto considerati “reati minori”.

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