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Chieti, le eccellenze enogastronomiche finiscono in Giappone

“Una terra magnifica, sorprendente, abitata da gente semplice e ospitale con dei dei prodotti di qualita’ eccellente come l’olio agrumato e il tartufo bianco, che uso ormai abitualmente nella mia cucina”. Promette di tornare per passare piu’ giorni in Abruzzo lo chef giapponese Tetsuya Wakuda, dalla critica gastronomica annoverato tra i migliori dieci cuochi al mondo e accreditato nell’elite internazionale degli chef che influenzano con il proprio stile e rapporto con il cibo gli altri chef. I suoi due ristoranti di Sydney e Singapore sono tra i primi 50 al mondo e in entrambi arriva un pezzo d’Abruzzo con l’olio agrumato della Esperidia di Francesco Ricci e con i tartufi bianchi della SZ Tartufi di Atessa. “Due prodotti unici, straordinari per la loro semplicita’ e grande qualita’ – spiega Tetsuya Wakuda in un incontro con la stampa – che si sposano bene con la mia cucina, basata su una fusione tra quella giapponese e francese ma con i sapori italiani. In questi tre giorni ho voluto provare i piatti locali, eccezionale il brodetto alla vastese, per cercare di trovare altri ingredienti da importare nei miei ristoranti. L’Abruzzo lo conoscevo solo di nome, perche’ da anni abbiamo un ottimo rapporto con i nostri fornitori, questa e’ la mia prima volta qui e ho il rammarico di esserci rimasto solo pochi giorni”. Lo chef Tetsuya ieri pomeriggio ha partecipato a una battuta di ricerca del tartufo bianco, mentre oggi pomeriggio visitera’ il frantoio di Frisa dove Francesco Ricci produce l’olio agrumato Esperidia. “La cucina italiana e giapponese – spiega Tetsuya, che conosce molto bene quella italiana in virtu’ di un’amicizia ventennale con uno degli chef piu’ importanti d’Australia, l’italiano Armando Percuoco – hanno la stessa filosofia, entrambe rispettano la purezza dell’ingrediente senza mai alterarne il sapore. Quanto a me, sono un cuoco che ha avuto fortuna: non ho fatto scuole alberghiere, ne’ corsi di cucina, quello che ho imparato e’ frutto dell’esperienza che ho maturato al fianco di altri cuochi. Passione per il cibo e grande amore per il mangiar bene: queste sono le premesse per essere un buon cuoco, a mio parere”, conclude Tetsuya Wakuda.

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