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Chieti. Lavoro, preoccupa la crisi occupazionale in provincia: allarme Fiom

“In provincia di Chieti sono tante le situazioni che preoccupano dal punto di vista occupazionale: penso alla Sider Vasto sono quindici mesi che non si lavora e non si trova ancora una soluzione industriale di rilancio: 54 persone rischiano di rimanere senza lavoro”. E’ quanto sottolinea in una nota il segretario provinciale della Fiom Cgil di Chieti, Mario Codagnone, a proposito della crisi occupazionale che vive la provincia di Chieti, in particolare in Val di Sangro e nel vastese. “E necessario che la proprieta’ della Sider trovi una soluzione seria come quella trovata per l’acciaieria di Rubiera: bisogna fare in fretta, gli ammortizzatori sociali stanno per finire”. Ma non c e’ solo il caso della Sider a preoccupare la Fiom Cgil. “Penso al fallimento della Societa’ Valsinello di Gissi con 76 lavoratori finiti in mobilita’, al blocco della Valteck con altri 15 lavoratori fermi, che al momento non hanno nessun ammortizzatore sociale; in entrambe ci sono tecnologie e professionalita’ da recuperare ad un discorso produttivo – spiega Codagnone – penso alla chiusura della ditta ACS della Val di Sangro che produceva spugne per i sedili del Ducato Sevel e che solo una direzione aziendale miope e arrogante ha potuto compiere, non rispettando la lotta e i sacrifici di 23 lavoratrici e lavoratori. Penso alla forte riorganizzazione della Honda Italia di Atessa, dalla quale, a causa della forte crisi delle vendite dei motocicli in Italia ed in Europa, sono usciti circa 300 lavoratori ed altri centinaia di posti di lavoro si sono persi nell’indotto. In questi mesi vi sono stati pesanti sacrifici dei lavoratori. L’accordo sottoscritto al Mise dovra’ permettere entro il 2016 il risanamento e il rilancio produttivo ed occupazionale; se questo accadra’ la Honda rimarra’ realmente una risorsa per il territorio e per l’ indotto ora in forte sofferenza. Servono piu’ commesse alla Honda e piu’ lavoro di fornitura da fare in zona per l’indotto che per resistere dovra’ cercare anche di diversificare le proprie commesse”. Il segretario Fiom Cgil della provincia che in Abruzzo assicura gran parte dell’export regionale sottolinea come ci siano anche “altre situazioni di sofferenza che richiedono un impegno forte di lotta e di solidarieta’ a difesa dell’occupazione e politiche attive per salvaguardare e creare nuovo lavoro, per dare un futuro ai giovani”. Il prossimo 2 dicembre si riunira’ il direttivo provinciale della Fiom Cgil di Chieti per affrontare questi temi e preparare la manifestazione nazionale promossa dalla Fiom per l’11 e 12 dicembre davanti palazzo Chigi a Roma.

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