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Chieti. Iac, uno spiraglio per il futuro della storica camiceria

Dopo la paventata chiusura della nota azienda teatina, la Industria Adriatica Confezioni (IAC), oggi possiamo dire che può esserci un futuro per la detentrice del famoso brand Rodrigo. L’imprenditore locale, il sig. Marco Merlino dell’azienda Montaliani che produce camice di pregio, è socio di maggioranza (detiene l’80%) della neo costituita società SIAC che, come dichiarato al tavolo confindustriale, si sono posti l’impegno di rilanciare le attività della IAC con i propri canali ed altri da costruire, rivolti principalmente al mercato estero. Oltretutto, ha dichiarato il sig. Merlino, ci ha spinto a costituire la società, anche l’orgoglio di non far morire l’azienda teatina che, ricordiamo noi del sindacato, insieme alla Burgo, Trafilerie Meridionali, General Sider, Neca e poche altre aziende, sono state e sono ancora la storia della vallata. Sono previsti altri soci che permetteranno rafforzo finanziario ma più che altro vendita anche nel mercato statunitense e questo fa ben sperare ma purtroppo il progetto, è questa la nota dolente, partirà con il 50% dell’attuale forza lavoro con l’impegno scritto, con diritto di prelazione, di riassorbire lo stesso personale IAC che saranno posti in Cassa Integrazione, nel periodo intercorso di tutti gli ammortizzatori sociali ivi compresi la mobilità. Proporremo di attivare percorsi formativi per i lavoratori che momentaneamente non saranno coinvolti nel progetto iniziale in modo che, siano utilizzabili professionalmente anche in altre attività della nuova società. A tutto ciò, aggiungiamo l’aspetto positivo che l’affitto di ramo d’azienda dal piano concordatario (per ora sarà così per poi passare al rilevamento totale), è che sia un imprenditore del settore che abbia la volontà di proseguire l’attività che permetterà, almeno questo è l’auspicio, continuità e rilancio. Crediamo che sia questa la ricetta per ripartire per rilanciare l’economia della città e del paese e non far andare altrove le nostre imprese in questo buio dell’economia italiana. A comunicarlo le segreterie provinciali di Femca Cisl e Filctem Cgil.

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