Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieChietiChieti, Goffredo D’Aurelio: “uno scandalo il campo da Golf di Brecciarola”

Chieti, Goffredo D’Aurelio: “uno scandalo il campo da Golf di Brecciarola”

Chieti, Campo da Golf: Anno Zero. Rovine e natura vergognosamente violentata. Desertificate le colline che si aprono sulla Vallata del Pescara e sulla Maiella, nei pressi della storica Villa Sbraccia a Brecciarola (Via Trieste) con vista panoramica sul capoluogo.
Un impianto a 9 buche, con prospettiva senza seguito di essere ampliato a 18, fu denominato Adriatico Golf Club s.p.a.: sembrava un gioiello subito dopo la sua apertura come Circolo del Golf d’Abruzzo, con tanto di Club House, Osteria delle Colline Verdi, servizi, parcheggio, casa del custode, ecc.
Oggi appare in tutto il suo orrore abbandonato all’incuria del tempo, alla leggerezza irresponsabile dei promotori ed agli atti di vandalismo incontrollato e di barbara distruzione, addirittura in parte trasformato anche in un improvvisata pista di motocross.
Ma c’è chi non ci sta a tanto sfacelo e vuole metter fine ad uno scempio che è anche sperpero di denaro, privato e pubblico, nonché avviare un’inchiesta per accertare tutte le eventuali responsabilità.
Non fa onore ai 382 Soci, titolari di 462 azioni del valore di Euro 1.125,36 (capitale deliberato: Euro 1.031.955,12; sottoscritto e versato Euro 519.916,32), quanto è accaduto sul campo di golf di Brecciarola di Chieti – dice con rabbia e indignazione Goffredo D’Aurelio. Mi è capitato qualche settimana fa di passare per Brecciarola e mi è venuta la curiosità di imboccare Via Trieste e raggiungere il campo da golf, segnalato da un bel cartello sulla Via Tiburtina Valeria (Via Aterno). Mi sono trovato di fronte ad uno spettacolo che non esito a definire vergognoso e impressionante. E mi sono subito attivato per conoscere tutta l’evoluzione della Società, degli investimenti e della misera conclusione del costoso investimento prima in lire e poi in euro, gettato al vento”.
Goffredo D’Aurelio, pescarese con lo spirito pratico di una lunga e proficua attività imprenditoriale in Abruzzo, ha preso subito contatto con la presidenza della Società e con i tanti amici Soci, tutti ignari della situazione disastrosa dell’impianto. Ha poi deciso di coinvolgere l’opinione pubblica e, macchina fotografica alla mano, ha voluto dare corso ad una pubblica denuncia dello stato di colpevole distruzione ed abbandono del campo di golf. Ora, annuncia ulteriori concrete iniziative per rimediare al disastro.
“L’impianto sportivo sembrava dovesse aprire nuovi orizzonti di sviluppo per il golf in Abruzzo, visto che subito dopo aveva aperto il campo di Miglianico ed era nato anche il progetto di un terzo impianto, previsto nel territorio tra Spoltore e Montesilvano, impianto del quale, invece, si sono invece perse le tracce”.
Ma facciamo la storia del Circolo.
Il 6 marzo 1986 viene iscritto nel Repertorio Economico Amministrativo (REA) della Camera di Commercio di Chieti con il n. 83439 (codice fiscale 01358130696) l’Adriatico Golf Club S.p.A, costituito il 21 dicembre 1985, iscrizione 29 gennaio 1986, sede legale in Via Treste, località Brecciarola di Chieti (tel. 085.42111348; adriaticogolf@pec.it.) La società si è iscritta nella sezione ordinaria in data 19 febbraio 1996, con sistema di amministrazione tradizionale, con durata fino al 31 dicembre 2020.
L’oggetto sociale prevedeva la promozione e allestimento di impianti ed attrezzature sportive, utilizzando terreni di scarso rendimento e svolgimento di qualsiasi attività mobiliare connessa o utile per il raggiungimento di detto scopo nonché la gestione degli impianti medesimi per lo sviluppo delle discipline sportive relative, con particolare riguardo alla pratica del golf. Ma prevedeva anche la possibilità di realizzare, anche in concessione, opere pubbliche attinenti la costruzione di impianti sportivi con campo da golf, strutture turistiche e residenziali; potrà altresì gestire le opere così realizzate.
Dunque, l’impianto annunciò l’entrata in funzione come Circolo del Golf d’Abruzzo con annessa Osteria delle Colline Verdi: ad oggi non restano che ignobili rovine, vetri fracassati, infissi divelti, mobili frantumati, servizi devastati, rifiuti di ogni genere accumulati sui pavimenti insieme a carte amministrative, dèpliants, bottiglie vuote, mura lesionate, interi edifici collaterali distrutti come se fossero stati bombardati. Uno scenario di incredibile degrado, che fa vergogna al territorio comunale di Chieti e che dovrebbe preoccupare anche la pubblica amministrazione.

La società ha provveduto ad adeguare lo statuto al decreto legislativo n.6 del 17 gennaio 2003. Risulta anche che, in data 11 luglio 2011, con provvedimento n. 1229/2010 del registro generale e n. 2484/2010 del registro del Giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale dell’’Aquila “è stato disposto il sequestro preventivo delle azioni di proprietà del signor Tenaglia Emidio Antonio per un valore di Euro 11.253,60, somma, comunque mai restituita interamente con provvedimento di dissequestro dell’8 marzo 2012 ordinanza n.23/12 dello stesso Tribunale dell’Aquila.
La vicenda, tutta da chiarire, si preannuncia ricca di spunti interessanti per ulteriori approfondimenti che saranno discussi nell’Assemblea dei Soci già indetta per il mese di ottobre 2012.

Chieti, 28 Luglio 2012, Mario D’Alessandro

Print Friendly, PDF & Email