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Chieti, ex Burgo: metà lavoratori firma accordo

La cassa integrazione in deroga è scaduta lo scorso 4 dicembre e da allora i 133 dipendenti della ex Burgo sono in mobilità. L’azienda non ha accettato alcun confronto, chiudendo le porte ad ogni tentativo di conciliazione con i lavoratori. In più, nonostante le pressioni del sindaco Umberto Di Primio, non ha avanzato la richiesta di un’ulteriore proroga della cassa integrazione.
I vertici della Burgo hanno previsto un solo epilogo: 1.000 euro una tantum per ogni lavoratore. Purché, una volta firmato il verbale di conciliazione e incassati i soldi, rinunci a ricorrere alle vie legali. Più della metà degli ex dipendenti ha deciso di accontentarsi di questa somma, considerata misera da tutti gli altri.
Nel frattempo i piani di ricollocazione vanno avanti, seppure molto lentamente. Il progetto In.Te. non sarà pronto prima di un anno e mezzo, ma il sindaco Di Primo sostiene che è l’unica possibilità di ricollocazione per i 133 ex Burgo.
Nei giorni scorsi Lucio Petrongolo, segretario provinciale della Fistel-Cisl ha lanciato un appello sulla necessità di trovare una nuova occupazione ai lavoratori dell’ex cartiera, senza lasciar calare l’attenzione sul loro destino. L’appello è stato accolto dal capogruppo dell’Idv in consiglio comunale, Bassam El Zohbi, che stamani (13 gennaio) ha presentato un ordine del giorno per sollecitare l’attenzione di tutti i soggetti sociali e istituzionali sulla questione.
“L’iniziativa e la difesa della causa da parte del comune – dice – è un atto dovuto”. E il capogruppo dell’Idv si rivolge proprio al sindaco, a cui chiede “chi abbia la titolarità dei terreni su cui sorgeva lo stabilimento e informazioni certe circa l’eventuale esistenza di contratti preliminari di vendita del sito industriale”.
Fonte: www.cityrumors.com

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