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Chieti, ex Burgo: istituzioni e sindacati uniti per salvare azienda

Produzione a scartamento ridotto da mesi alla ex Burgo, i sindacati fiutano rischi più pesanti e bussano alla porta delle istituzioni per fare gioco di squadra in difesa dello stabilimento e dei posti di lavoro. Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, dopo mesi di attesa nella speranza di un superamento della crisi produttiva scattata dopo l’incidente mortale che ha portato allo stop di una linea produttiva e alla conseguente perdita di commesse, consci delle difficoltà di gestire la difficile partita in solitudine, puntano a unire le forze con le istituzioni per un confronto a tutto campo con il gruppo Marchi. Per questo i segretari di categoria, Sigismondo Sansoni, Antonio Fiasca e Alfredo Moschettini, hanno incontrato il Presidente del consiglio comunale, Domenico Di Berardino.
Al summit a palazzo di città ha partecipato anche il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Di Pangrazio, che ha portato il problema all’attenzione del senatore Franco Marini: “per giocare la partita”, sostiene, “ai massimi livelli istituzionali”. Obiettivo: riportare la produzione ai massimi regimi per evitare ripercussioni sulla forza lavoro: quasi 800 persone tra dipendenti, operai delle ditte esterne e indotto. “La posta in gioco è altissima”, afferma Di Berardino, “d’intesa con il sindaco, chiameremo Regione, Provincia e sindacati a un’azione corale verso l’azienda affinché lo stabilimento di Avezzano al top della produzione di qualità sia salvaguardato. Il territorio non può permettersi altre perdite di posti di lavoro, sarebbe il tracollo”. Sulla stessa lunghezza d’onda i segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil: “il gioco di squadra è fondamentale per trovare una soluzione positiva che salvaguardi i posti di lavoro e l’azienda. In quest’ottica, come sempre, siamo pronti a fare la nostra parte per centrare l’obiettivo”.

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