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Chieti, ex Burgo: due Bcc per trovare un accordo

Svolta decisiva nel progetto Inte iniziativa ideata per riqualificare il sito industriale della storica cartiera a Chieti scalo e trovare nuove opportunità di lavoro per gli ex dipendenti Burgo.
All’interno del contratto di rete Inte entra anche Confartigianato Chieti che promette di portare non solo altre dieci aziende (che porterebbe a 30 il numero totale delle nuove attività produttive) ma soprattutto due banche che, grazie alla mediazione dell’associazione di categogria, hanno deciso di impegnarsi per finanziare le imprese che vogliono comprare i terreni ex Burgo e costruirvi i nuovi impianti produttivi.
“Si tratta di una operazione da 20 milioni di euro – spiega il direttore provinciale Confartigianato Daniele Giangiulli – che verranno messi a disposizione da due piccole ma importanti banche del nostro territorio, la Bcc Sangro Teatina e la Bcc abruzzese. Ed è anche la prima volta che i due istituti di credito, diretti da Fabrizio Di Marco e Rocco Finocchio, collaborano insieme attivamente in un progetto concreto nell’interesse del territorio”.
“In un momento di generale difficoltà economica – sottolinea Giangiulli – in cui l’accesso al credito è diventato difficilissimo, bisogna dare atto a queste due banche di grande sensibilità nei confronti delle esigenze del territorio impegnandosi a finanziare le imprese che intendono investire nell’area industriale di via Piaggio”.
 
Ma se il sistema creditizio locale ha risposto positivamente all’appello di Giangiulli, il direttore provinciale di Confartigianato chiede anche che le istituzioni portino a termine i loro impegni per permettere la realizzazione di un progetto che ha un precisa valenza sociale, per quel che concerne la rioccupazione ex Burgo.
“Il Comune – dice a riguardo Giangiulli – si è impegnato a detassare l’area e la Regione a pubblicare due bandi che riguardano le reti d’impresa e i contratti di sviluppo che potrebbero essere utilizzato a favore del contratto di rete Inte per quanto riguarda l’eliminazione degli oneri d’urbanizzazione”.
“È tempo che la politica – si augura il direttore provinciale – dia un segnale forte di vicinanza a queste trenta imprese che nonostante le oggettive difficoltà della crisi economica vogliono investire su un territorio che ha già dato forti segnali di deindustrializzazione, cercando anche una ricollocazione occupazionale per i lavoratori della cartiera”.
Giangiulli assicura che il nuovo sito produttivo non sarà una semplice area artigianale ma avrà una specifica vocazione alla green economy, all’innovazione tecnologica e al risparmio energetico.
Così, ad esempio, i nuovi impianti produttivi saranno dotati di pannelli fotovoltaici. Confartigianato ha già condotto degli studi che mostrano che, in base all’energia prodotta con questo sistema, la nuova impresa riuscirebbe addirittura a finanziare i nuovi capannoni. (ar.ia.) per Abruzzoweb

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