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Chieti. Edilizia: in cinque anni hanno chiuso mille imprese. Filca-Cisl: “rilanciare il settore mettendo in sicurezza il territorio”

Negli ultimi 5 anni la Cassa Edile della provincia di Chieti ha registrato quasi cinquemila addetti e circa mille imprese edili in meno. Di fronte alla congiuntura negativa di tutto il settore delle costruzioni, la Filca-Cisl di Chieti non rimane immobile e intende ripartire proprio dalla crisi in atto per dare nuovo slancio all’economia locale. E’ questa la nuova sfida lanciata dal sindacato teatino degli edili capitanato da Gianfranco Reale, segretario regionale Filca-Cisl Abruzzo/Molise e responsabile della provincia di Chieti. “Siamo stanchi – commenta Reale – di parlare solo di dati negativi e di come tutte le Istituzioni ignorino cio’ che di fatto sta diventando un dramma sociale. I lavoratori del comparto edilizio stanno pagando un prezzo alto. La disoccupazione colpisce le loro famiglie, in particolare quelle di mono reddito, causando un’emarginazione e una poverta’ sempre piu’ diffuse. A cio’ si aggiungono l’aumento del lavoro nero, che supera oggi il 60%, e l’aumento di false partite iva, con assenza di ogni norma di prevenzione sulla sicurezza. Per fronteggiare il perdurare della crisi economica e’ necessario partire proprio dalla buona edilizia. In primo luogo dalle opere per la messa in sicurezza del territorio e dalla prevenzione dei dissesti idrogeologici. Crediamo che l’edilizia rappresenti, tutt’ora, il volano dell’economia e possa ridare slancio ed ossigeno ad una provincia in affanno. Oggi piu’ che mai – continua Reale – e’ importante avviare le opere gia’ cantierabili, nel contempo e’ necessario rivedere le regole di aggiudicazioni degli appalti, sia pubblici che privati. Occorre eliminare il criterio del massimo ribasso e introdurre il criterio di congruita’. E’ necessario introdurre la patente a punti per le imprese e creare una white list, cosi’ da evitare che le imprese regolari subiscano la concorrenza sleale. In questa fase – conclude Reale – siamo impegnati per il rinnovo del contratto integrativo provinciale, scaduto nel luglio scorso, un confronto con l’associazione datoriale che auspichiamo possa essere proficuo per il rilancio del settore edile, attraverso gli enti bilaterali che devono necessariamente implementare le proprie attivita’ per garantire maggiori assistenze e corsi di qualificazione e riqualificazione degli addetti, indirizzando nel contempo imprese e lavoratori verso un’edilizia di qualita’”.

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