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Chieti: “è zona sismica”, chiesto stop a stoccaggio gas

Bloccare il progetto di realizzazione dell’impianto «Poggio Fiorito», da realizzarsi tra i comuni di Filetto, Casacanditella, San Martino sulla Marrucina, Calcara e Fara Filiorum Petri (Chieti), finalizzato allo stoccaggio del gas. È quanto chiedono Maria Rita D’Orsogna, docente universitario a Los Angeles, nonchè originaria di Lanciano (Chieti), e Francesco Stoppa, del Dipartimento di Scienze della terra dell’Università «D’Annunzio» di Chieti. «Il terremoto in Emilia e il successivo sciame sismico – affermano i docenti – hanno indotto le autorità ad interrompere il progetto ‘Rivarà per lo stoccaggio del gas da parte del consorzio Erg-Independent Resources. Una decisione che riguarda da vicino anche gli abruzzesi, poichè proprio nelle scorse settimane la Gas Plus di Davide Usberti ha proposto la costruzione di un simile impianto» nel chietino, mentre la relizzazione di un centro analogo, denominato «San Benedetto Stoccaggio», è prevista a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). «Il progetto di ‘Poggio Fioritò – spiegano D’Orsogna e Stoppa – prevede il trivellamento di due nuovi pozzi da cui estrarre gas mediante l’utlizzo di fluidi perforanti e tossici da smaltire, il riadattamento di un pozzo dismesso per lo stoccaggio e la costruzione di una centrale di trattamento. Il gas sarà stoccato ad alta pressione creando rischi di esplosione e di incendio, come afferma la stessa ditta proponente». Secondo i docenti «il quantitativo previsto di stoccaggio è di circa 150 milioni di metri cubi di gas», a fronte del consumo giornaliero in Italia pari a 260 milioni di metri cubi. La zona in questione, tra l’altro, «è coperta da vincolo idrogeologico, è classificata come zona sismica, è in frana ed è a pochi chilometri da due siti di interesse comunitario, oltre al Parco Nazionale della Majella». Sottolineando che sul progetto dovranno esprimersi il Corpo Forestale, la Sopraintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo, il Comitato Via (Valutazione impatto ambientale) e l’Autorità dei Bacini di Rilievo Regionale dell’Abruzzo e del Bacino Interregionale del fiume Sangro, D’Orsogna e Stoppa auspicano «che il buonsenso abbia la meglio e che la autorità competenti vogliano bocciare il progetto, a causa della forte sismicità dell’area, invocando il principio di precauzione che, come mostra il terremoto dell’Emilia, non è mai troppa». 

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