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Chieti, disoccupazione: in 30mila senza lavoro

Le proporzioni del dramma sono nei numeri: l’anno in provincia si è aperto con 29.923 senza lavoro ovvero il 40% del totale regionale, di cui 20.258 giovani fra 15 e 30 anni con tasso riferito alla disoccupazione giovanile del 35,8%.Le aziende interessate da procedure di mobilità sono 121 con 1107 lavoratori che percepiscono indennità e 1279 che non ne percepiscono per 2386 lavoratori. Dati sconfortanti arrivano dall’andamento degli ammortizzatori sociali con crescita della cassa integrazione ordinaria del 41,4% e della straordinaria del 4,2 ma a preoccupare è il crollo della cassa in deroga, meno 66,7 per cento fra settembre 2012 e settembre 2011, migliaia di lavoratori approdano alla mobilità, anticamera del licenziamento. L’unico settore che tiene, con 25.000 addetti, è l’automotive ma le difficoltà non mancano come nel caso Honda. Dalla Valpescara alla Valsinello al comprensorio chietino ortonese sono decine le procedure aperte. In questo contesto il capoluogo soffre un assedio, basti pensare che a Chieti nell’ultimo biennio si sono persi 3500 posti nel settore pubblico e nel privato: edilizia ferma con un terzo dei 1800 lavoratori in meno che operavano nell’area teatina; a ciò si aggiungano 400 posti in meno nell’artigianato e nel commercio a cui vanno sommati 133 lavoratori in mobilità dell’ex Burgo e 360 esuberi della Sixty. Il segretario provinciale Uil Antonio Cardo: «In passato è mancata una scelta di consolidamento e di sviluppo delle attività industriali insediatesi in Valpescara, costituite prevalentemente da settori produttivi maturi e conseguentemente dismessi» e cita Iac, Ginori, Farad, Zuccherificio, Ati, Fusac, Cap, Indusnova. «Non si è avviata per volontà politica la riconversione in attività e comparti merceologici ad alta tecnologia e a basso impatto ambientale. Si è assecondata una terziarizzazione confusa e scoordinata, funzionale a quanti hanno sperato, quali proprietari di aree dismesse, in una trasformazione d’uso per appetibili edificazioni civili e commerciali». La Uil alla politica chiede di agevolare la realizzazione di progetti imprenditoriali come Inte per la riqualificazione dell’ex cartiera e la riutilizzazione a fini produttivi dell’ex zuccherificio. E la cantierizzazione del progetto Tea Cooperativa Area nel quale troverebbero occupazione 70 ex lavoratori Burgo così come ritiene importante sostenere la richiesta presentata da General Sider all’amministrazione comunale per utilizzare aree di sua proprietà nella zona industriale per sviluppare attività produttive e occupazione. «Servono scelte, non ci sono alibi – conclude Cardo – se non ci saranno risposte sciopero generale».

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