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Chieti, disoccupato in catene per protesta contro Ater

Il gesto disperato di ieri di Roberto Iezzi ha dato i propri frutti.
Dopo essersi incatenato, infatti, insieme ai due figli al pilone del terrazzino d’ingresso della sua abitazione, un alloggio Ater con grossi problemi di infiltrazione d’acqua in via Saline a Brecciarola di Chieti Scalo, questa mattina Iezzi è stato convocato dal direttore dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale, Domenico Recchione.
Recchione ha ribadito al 55enne teatino e ai suoi due figli, Mattia di 22 anni e Stefano di 30, tutti e tre disoccupati, di non aver a disposizione i fondi e le autorizzazioni della Regione necessari per procedere alle manutenzioni della palazzina ma ha anche promesso che riuscirà comunque a far eseguire entro dieci giorni almeno i lavori più urgenti. Per il resto, invece, occorrerà aspettare il via libera della Regione.
“Le aziende che gestiscono case popolari – ha fatto sapere il direttore – da svariati anni non hanno più avuto finanziamenti o contributi da parte né dello Stato né della Regione né dei Comuni. Gli interventi di manutenzione per rendere agibile e vivibile un patrimonio immobiliare vetusto e fatiscente possono essere eseguiti solo con risorse economiche derivante dalla vendita di alloggi di proprietà Ater, ma, a vendita avvenuta, l’utilizzo dei proventi è possibile solo a seguito di autorizzazione della Regione”.
“A fronte degli incassi ottenuti nello scorso anno sino a dicembre – continua Recchioni – l’Ater di Chieti lo scorso 10 febbraio ha chiesto alla Regione di predisporre la delibera che autorizza gli interventi di manutenzione. A oggi, però, non è arrivata alcuna autorizzazione, né abbiamo notizie su quando arriverà”.
Nonostante questa situazione, il direttore si è impegnato a far realizzare almeno quei lavori giudicati di massima urgenza nella palazzina di via Saline.

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