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Chieti. Diga Chiauci, la Cia denuncia: gli agricoltori – che permettono al Consorzio di esistere – sono di fatto estromessi da incontri e tavoli

Si tiene oggi un vertice, ma senza i protagonisti reali, presso il Genio Civile di Chieti per affrontare il problema relativo alla carenza idrica della diga di Chiauci.

I pagamenti dei contributi consortili, da parte degli agricoltori, rappresentano l’unica entrata certa del Consorzio e permettono l’ordinaria gestione e l’esistenza stessa del Consorzio, la sua sopravvivenza. Gli agricoltori, però, sono sistematicamente esclusi da qualsiasi incontro e sede nella quale si decida il futuro dell’ente e l’utilizzo del bene acqua, risorsa indispensabile per le produzioni agricole di qualità del comprensorio.

I ritardi con cui l’ente ha affrontato la “stagione irrigua” sono sotto gli occhi di tutti: ritardi nell’assunzione del personale di campagna per le necessarie riparazioni e manutenzioni; ritardo nell’inizio delle operazioni di invaso della diga di Chiauci, anche a causa dei ritardi circa i lavori di messa a norma prescritti dall’ufficio Dighe di Napoli ma mai realizzati.

Esistono precise responsabilità da parte dell’attuale Amministrazione del Consorzio di Bonifica SUD, ormai palesemente non in grado di assicurare la funzionalità sia per mancanza di fondi, che di idee di rilancio e di iniziative, peraltro annunciate da anni ma mai portate a termine, in particolare nel settore idroelettrico.

Non è possibile che, a fronte della rottura dell’adduttore della Diga di Chiauci, tutta l’economia a valle si blocchi nell’utilizzo per la distribuzione di acqua potabile, ad uso industriale ed irriguo).
Non è stata mai messa a punto un’azione di manutenzione dei pozzi di soccorso del Consorzio, che sono utili ed indispensabili per garantire gli agricoltori in una fase cruciale delle coltivazioni e con il conseguente reale rischio di vedere distrutte le loro produzioni per la mancanza di acqua.

Si può continuare a chiedere agli agricoltori il pagamento dei contributi consortili senza garantire e fornire loro nessun servizio?

La Cia chiede il coinvolgimento delle organizzazioni agricole, nella gestione delle emergenze e per l’individuazione di risposte concrete.

Si chiede, per i motivi sopra esposti, un incontro urgente al Signor Prefetto della Provincia di Chieti.

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