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Chieti, consumi: provincia è la più ricca d’Abruzzo

Nel 2012 il reddito pro capite in Abruzzo è in calo (15.046 euro, -2,5% rispetto al 2011) ma si conferma il più elevato, insieme a quello del Molise, tra quelli delle regioni del mezzogiorno.

Chieti è la provincia più ricca con 15.690 euro di reddito pro capite. Le famiglie abruzzesi, in media, nel 2012 hanno speso 1.873 euro per l’acquisto di beni durevoli.

In forte crescita il comparto dell’elettronica di consumo (+12,4%), grazie anche al traino del passaggio al digitale terrestre. Cala invece la spesa per auto, moto, mobili e prodotti informatici.

Questi sono i principali risultati della diciannovesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Abruzzo, presentato oggi a Roma presso l’Hotel St. Regis.

Nel 2012, la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli in Abruzzo si è attestata a poco più di un miliardo di euro (-13,5% rispetto ai 1.219 milioni di euro del 2011): il dato evidenzia come la contrazione dei consumi sia sostanzialmente in linea con la tendenza registrata nel resto del Paese (media italiana: -12,9%).

I SETTORI DI SPESA


AUTO E MOTO

Quello della mobilità è il comparto che, in Abruzzo come nel resto del Paese, ha registrato le flessioni più marcate. Le difficoltà economiche e la stretta sui redditi delle famiglie hanno reso molto ponderate le decisioni sull’acquisto di auto nuove e moto: in Abruzzo nel 2012 sono stati spesi 260 milioni di euro (-25% rispetto all’anno passato) per l’acquisto di autovetture nuove e 27 milioni di euro (-32,6% sul 2011) per l’acquisto di motoveicoli.

Meno marcata la flessione registrata dal mercato delle auto usate, con consumi a 236 milioni di euro (-16,3%).

MOBILI

Il comparto arredamento, quello che maggiormente ha inciso sui bilanci delle famiglie abruzzesi, chiude l’anno facendo segnare una contrazione del 5,6% per una spesa totale di 324 milioni di euro. Un dato, questo, migliore rispetto a quanto fatto registrare nel resto del Paese, dove la diminuzione complessiva dei consumi per questo tipo di beni durevoli rispetto al 2011 si valuta attorno al 6,8%.

ELETTRODOMESTICI

Per quanto riguarda l’acquisto di elettrodomestici, i dati forniscono un quadro eterogeneo. Da un lato si registra la crescita della spesa destinata all’acquisto di elettronica di consumo, che sale a 87 milioni di euro (+12,4% rispetto ai 77 milioni spesi nel 2011), anche per via del passaggio al digitale terrestre che ha interessato la regione. Calano, invece, i consumi di elettrodomestici grandi e piccoli, che si attestano a complessivi 81 milioni di euro (-7,3%).

PRODOTTI INFORMATICI

I consumi di beni ricompresi in questa categoria registrano una contrazione del 4,8% rispetto al 2011, attestandosi a 40 milioni di di euro. Un risultato peggiore rispetto alla media nazionale (-0,6%)

Complessivamente, in Abruzzo il reddito disponibile per abitante nel 2012 è calato del 2,5%, rispetto al 2011, attestandosi a 15.046 di euro pro capite. Un reddito per abitante tra i più elevati nel Mezzogiorno, insieme al Molise, ma inferiore rispetto al dato medio nazionale pari a 17.665 di euro.

LE PROVINCE

Nel 2012 Chieti (15.690 di euro, -2,2% sul 2011) e Pescara (15.214 di euro, -2,3%) sono state le province con il maggior reddito pro capite e anche quelle che hanno registrato la minor contrazione rispetto al 2011.

L’Aquila, con un reddito per abitante di 15.149 di euro, è invece la provincia che ha fatto segnare la flessione maggiore rispetto all’anno precedente (-2,8%). Teramo si conferma infine come la provincia con il reddito pro capite più basso (13.954 di euro, -2,7%).

Le famiglie abruzzesi nel 2012 hanno speso in media 1.873 di euro per l’acquisto di beni durevoli. Un dato in flessione del 15% rispetto all’anno precedente.

Per l’acquisto di mobili le famiglie abruzzesi nel 2012 hanno speso complessivamente 324 milioni di euro. I volumi maggiori di spesa sono stati registrati a Chieti (99 milioni di euro, -5,4% rispetto al 2012). Seguono a grande distanza Pescara (76 milioni, -6,9%), Teramo (74 milioni, – 6,1%). L’Aquila, con consumi per 74 milioni di euro, è la provincia dove il comparto ha registrato la contrazione minore (-4% sul 2011).

Il settore della mobilità è quello più duramente colpito dalla crisi, sia a livello nazionale che in Abruzzo. I consumi di auto nuove calano in tutte le provincie: in valore assoluto i volumi maggiori si registrano a Pescara (71 milioni di euro, -22% sul 2011), seguita da Chieti (70 milioni, -23,2%), Teramo (65 milioni, -20,1%) e L’Aquila (55 milioni, -35%). Meno marcata la contrazione del mercato delle auto usate, che segna una flessione complessiva del 16,3%. In questo caso, i consumi maggiori si registrano a Chieti (72 milioni di euro), L’Aquila (60 milioni), Pescara (55 milioni) e Teramo (48 milioni).

I circa 81 milioni di euro dedicati all’acquisto di elettrodomestici grandi e piccoli in Abruzzo sono stati suddivisi tra i 24 milioni spesi in provincia di Chieti (che fa registrare una contrazione del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato), i 19 milioni di Pescara (-8%) e dell’Aquila (-6,9%). Chiude, coni 18 milioni, Teramo, dove si è avuta una flessione del 7,5% rispetto al 2011.

Per quanto riguarda l’acquisto di elettronica di consumo, si evidenziano considerevoli incrementi in tutte le provincie. È sempre Chieti a mantenere la testa della classifica con 26 milioni di euro (+13,7% rispetto al 2011), seguita da Pescara (21 milioni, +10,5%), Teramo e L’Aquila con 20 milioni (rispettivamente +15% e +10,2% sul 2011).

Il comparto informatica, in calo in tutte le provincie, ha riportato consumi complessivi per circa 12 milioni di euro a Chieti (-5,5% sul 2011). Seguono Pescara (10 milioni), L’Aquila e Teramo, entrambe con 9 milioni.

LE TENDENZE ABRUZZESI

Anche in quest’area gli eventi politico-economici degli ultimi anni hanno fortemente impattato sul concetto di fiducia, instaurando un modello più aderente e controllabile dai singoli individui.

Aumenta la fiducia nella sfera privata, nella famiglia, negli amici, nelle comunità solidali o in quanti sono in grado di fornire aiuto, spesso vicendevole. Si afferma sempre di più il concetto che l’unione tra individui può fare la differenza.

Per contro, allontanandosi dalla sfera del privato, forze armate, Esercito e presidenza della Repubblica sono le istituzioni che più godono della fiducia degli abruzzesi. Tra i soggetti degni più affidabili emergono gli scienziati, i giornalisti, gli imprenditori e i comici, per competenza e capacità di innovare, oppure perché svolgono un ruolo di denuncia.

Il contesto pubblico è in caduta verticale: rappresenta una realtà astratta e “distante”, verso la quale ci si sente impotenti. Tra i soggetti che perdono fiducia sono da annotare i politici, i professionisti della finanza, gli immobiliaristi e gli agenti di vendita.

In un contesto di fragilità socio-economica evidente anche la spesa delle famiglie abruzzesi nel 2012 ha subito evidenti contraccolpi. I consumi sono stati fortemente penalizzati dalla dinamica del reddito disponibile. La contrazione della spesa è intervenuta nonostante la riduzione della propensione al risparmio.

La tipologia di beni maggiormente sacrificata è stata quella dei durevoli, il cui acquisto è stato rinviato quando non strettamente necessario, aumentando così la vita media dei beni in dotazione delle famiglie. Nel 2012 hanno fatto eccezione l’home comfort e gli smartphones.

Ci si attende che nel 2013 le decisioni di spesa delle famiglie abruzzesi saranno ancora fortemente condizionate dagli effetti della manovra di bilancio e della fase recessiva sul reddito disponibile e che, anche se con una forte attenuazione rispetto al 2012, la domanda di beni durevoli si manterrà ancora in moderato calo, non riuscendo quindi ad imboccare un sentiero di recupero delle forti contrazioni degli ultimi anni.

Da www.abruzzoweb.it

 

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