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Chieti, Confindustria su automotive: “il campus è una scommessa per il futuro”

Per il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, il Campus Automotive è una scommessa per il futuro.
“E’ necessario cambiare marcia, puntare sulla ricerca e su alti livelli tecnologici – dice Primavera – solo in questo caso aziende fortemente internazionalizzate potranno trovare reali motivazioni per continuare a produrre qui e ad alimentare tutta quella filiera di PMI che ad oggi annovera eccellenze e alti standard produttivi e qualitativi”.

Il progetto affonda le radici nella folta schiera di aziende che lo sostengono, come Honda, Sevel, Pilkington ecc., che hanno dato vita al Polo d’Innovazione dell’Automotive e creato la Rete Automotive Italia. Confindustria Chieti, che per otto anni si è adoperata affinchè il progetto del Campus Automotive prendesse vita, cita l’assessore regionale Castiglione, il quale sottolinea che l’Automotive “ha una valenza strategica per lo sviluppo industriale dell’intera Regione così come lo stesso MISE lo ha inserito tra le azioni cardine per la crescita”.

“Il progetto sostenuto – aggiunge Primavera – avrà inoltre delle ricadute positive sull’intera economia e non solo sulle attività legate ai motori: numerose aziende saranno coinvolte nella fase di progettazione, gestione ed erogazione dei servizi”.
“Il Campus Automotive e’ innanzitutto un’azione cardine che il Cipe ha individuato nella delibera del 31/9/2011 con la quale si individuano i fondi Fas alla Regione Abruzzo. Il Mise nel campus Automotive ha individuato un’azione indispensabile per lo sviluppo economico industriale dell’intera regione, destinando un’apposita misura. La delibera di giunta regionale non ha fatto altro che individuare nella camera di commercio di Chieti l’Ente attuatore del progetto”. Lo ricorda il vicepresidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, in risposta alle osservazione del consigliere, Giuseppe Tagliente. “Tra l’altro – riprende l’Assessore – la camera di commercio di Chieti sara’ impegnata con circa 8 milioni e mezzo di euro”. Castiglione precisa che “tutte le aziende del settore Automotive, ed in primis, Sevel, Pilkington, Honda, etc., hanno espresso grande interesse per lo sviluppo del settore Automotive in Abruzzo, anche con specifiche dichiarazioni, pur non essendovene bisogno, ed anche l’intero polo di innovazione si e’ espresso a favore del Campus. Inoltre, le aziende verranno coinvolte cosi’ come la Regione Abruzzo nella fase di progettazione e gestione dei servizi che il Campus produrra’”. Secondo il Vicepresidente, proprio quando “l’ing. Marchionne parla di rallentare gli investimenti in impianti e nuovi modelli, allora la ricerca, che e’ il core business del campus, diventa indispensabile per il sistema Abruzzo e per l’Italia in generale”.  Il progetto del Campus mira a sviluppare un sistema Automotive relativo ai veicoli commerciali e professionali capace di rafforzare e consolidare la filiera per migliorare le competitivita’ e favorire il radicamento delle grandi imprese fortemente internazionalizzate. “Il rispetto per la natura, poi, – sottolinea l’Assessore – e’ un fattore prioritario del campus: le previste e necessarie autorizzazioni sono state gia’ accordate ed e’ praticamente cantierabile il tutto con un contributo non di 38 milioni di euro di Fas, ma di 32 milioni e mezzo. Collegati alle grandi imprese di Automotive ci sono le Pmi ed assieme costituiscono circa il 70 per cento dell’export abruzzese con una forte incidenza sul Pil regionale. Tra l’altro, le Pmi, solo accanto alle grandi imprese radicate nel settore Automotive, possono guardare agli alti livelli di complessita’ tecnologica e produttiva richiamata dal mercato. Per ultimo – conclude Castiglione- voglio ricordare al consigliere Tagliente ed agli abruzzesi che il Polo di innovazione Automotive e’ uno dei promotori del cluster nazionale per i mezzi ed i sistemi della mobilita’ e svolge azione di coordinamento nazionale. Quindi, in questo momento, la nostra regione ha assolutamente bisogno di massima convergenza di tutti gli attori del territorio: imprenditori e lavoratori. Questi ultimi, attorno alla realta’ Automotive, in modo diretto o indiretto, sono circa trentamila. Sono due facce della stessa medaglia, anche se guardando i dati Sevel e di altre grandi imprese si naviga su livelli di assenteismo troppo elevati, oltre il 6 per cento, ben oltre la media nazionale, con un danno di 18 milioni di euro per azienda”.

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