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Chieti: comune e provincia contro fusione BLS-Bper

I gruppi di maggioranza, in sintonia con il sindaco Mario Pupillo, hanno richiesto un consiglio comunale straordinario per discutere sulla fusione della Banca popolare di Lanciano e Sulmona e la capogruppo Bper di Modena. Ieri Pupillo ha incontrato i vertici della Bper il quale ha illustrato il piano industriale da attuare in relazione alla fusione della Bls unitamente a Carispaq e Banca di Aprilia. «Il sereno confronto – dice Pupillo – ha comunque messo in rilievo, nonostante le rassicurazioni dei vertici emiliani, la ferma volontà dell’amministrazione comunale di impedire questa manovra che si ritiene fortemente penalizzante per il territorio. La decisione della Bper di integrare la Bls ha destato preoccupazione fra gli operatori del settore e i cittadini. La scomparsa della Bls, banca storica di Lanciano e Frentania, costruita da illustri lancianesi, lascia perplessi per un’operazione che risponde a necessità di ordine economico e di mercato. Inoltre mesi fa è stata effettuata un’offerta di pubblico scambio (Ops) nata per confermare l’assetto federale della banca che ha penalizzato i soci aderenti che hanno visto ridurre il valore delle loro azioni. Sono infine previsti consistenti tagli al personale, riduzione degli sportelli e la scomparsa del Cda dell’attuale Bls». Stop alla colonizzazione dell’economia regionale. Così, il consigliere provinciale Idv Palmerino Fagnilli, annuncia la decisione della Provincia di tutelare la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona da un eventuale inglobamento dell’istituto di credito dell’Emilia Romagna, la Bper. Nella seduta di ieri, 11 aprile, del Consiglio Provinciale di Chieti è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno contro la paventata fusione, subito dopo l’incontro chiarificatore dei vertici della Bper con il presidente Di Giuseppantonio. “Suscitano ilarità le rassicurazioni fatte circa “le sponsorizzazioni” e il personale nel processo di fusione della Bls in Bper – commenta Fagnilli – Le banche sono negozi di soldi e non si può tranquillizzare l’opinione pubblica come se gli abruzzesi non sapessero cosa è accaduto alla Banca dell’Adriatico sotto di Intesa San Paolo e del risparmio drenato della CariChieti finito al nord Italia”.
In un momento più che critico per l’economia provinciale il rischio è quello di perdere improvvisamente una delle banche che ha più alti livelli di efficienza e produttività tra quelle della galassia Bper. La Banca Popolare di Lanciano è presente in Abruzzo con 78 sportelli e ne ha altri in provincia di Foggia e nelle Marche, per un sistema con 628 dipendenti con età media 42 anni e 7 mesi (inferiore al sistema nazionale) la cui quota di mercato si attesta al 7,51 per l’Abruzzo.
“Qualcuno ha paventato con la fusione un drenaggio del risparmio locale al nord – sostiene Fagnilli – ma è passato inosservato che la Banca Popolare di Lanciano, come alcune altre banche del gruppo, è stata utilizzata per rafforzare il capitale sociale della Bper”. In considerazione di ciò per il consigliere la fusione potrebbe essere contemplata al contrario: la Bls potrebbe inglobare la Bper. oppure procedere alla costruzione del Polo bancario abruzzese.”In tal senso e per queste ragioni – conclude Palmerino Fagnilli – il Consiglio Provinciale di Chieti ha deliberato all’unanimità la salvaguardia della BLS, affinché si fermi la fusione e si lasci l’identità della banca intatta, come peraltro fatta per altre società bancarie del gruppo. Il Consiglio ha impegnato anche il Presidente a monitorare l’evoluzione della vicenda e riferire in Consiglio”.

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