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Chieti, CGIL: “imprese siano responsabili e non delocalizzino”

Siamo il paese con gli stipendi più bassi, ma la precarietà e l’età pensionabile più alta d’Europa: è un’amara considerazione, quella del Segretario Generale Provinciale della Fiom di Chieti Mario Codagnone, che, in una nota, fa il punto della crisi nella sua area e chiede, ancora una volta, la difesa di migliaia di posti di lavoro nelle tante aziende che stanno chiudendo. E’ un appello, quello di Codagnone, rivolto soprattutto alle imprese, che chiama alla responsabilità.
“La crisi che stiamo attraversando non accenna ad allentarsi. La maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici sono in cassa integrazione, sono coinvolti in processi di chiusura e/o di ristrutturazione delle proprie aziende.
Le persone si sentono sole di fronte a tutto questo. La storiella che il mercato sarebbe in grado di autoregolamentarsi, che avrebbe trovato un suo equilibrio in modo autonomo è ormai finita. Le imposizioni della Banca Centrale Europea sono andate di nuovo in questi anni, e con sempre più violenza, nella direzione di scaricare ancora il costo della crisi sui lavoratori dipendenti e pensionati, invece di una seria lotta agli evasori fiscali e/o definire una tassa di solidarietà sui redditi più alti. Oggi siamo il Paese con gli stipendi più bassi, la precarietà più alta, come è anche più alta l’età pensionabile.
Nella provincia di Chieti esistono tante realtà produttive in forte crisi. Servono tanti investimenti pubblici e privati per un piano del lavoro e di rilancio. Bisogna fare un buon contratto per avere salari dignitosi e diritti costituzionali in tutti i luoghi di lavoro (regole, diritti e libertà). Chi utilizza la crisi per “schiavizzare” i lavoratori e non li fa lavorare in sicurezza, non merita di stare in un consesso civile.
Se la Sevel investe risorse e riduce di un giorno la cassa integrazione programmata per la prossima settimana è un fatto positivo che speriamo possa preludere a volumi produttivi sempre più stabili. Nello stesso tempo siamo fortemente preoccupati e impegnati a costruire insieme alla RSU un piano industriale per la salvaguardia dell’occupazione ed il rilancio della Honda di Atessa che ha annunciato tagli pesantissimi.
La preoccupazione che centinaia di lavoratori possono perdere il posto di lavoro è fortemente presente anche nel vastese. Troppe situazioni di sofferenza e ritardi di pagamenti degli stipendi che fanno vivere in forte difficoltà tante famiglie. La nostra battaglia è quella di evitare i licenziamenti e quindi con la fine dell’utilizzo della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, possiamo e dobbiamo far utilizzare dalle imprese i contratti di solidarietà per salvaguardare l’occupazione e permettere alle aziende di investire su piani di rilancio produttivo.
Oltre alla trattativa in corso con la Denso su come poter utilizzare i contratti di solidarietà, è aperto un confronto con la Robotec e la Gir Sud di Gissi (circa 200 dipendenti con maggioranza di occupazione femminile) per applicare anche in queste aziende i contratti di solidarietà, data la situazione sempre critica sul piano dei volumi e per far lavorare tutti senza nessun licenziamento.
Infine ritengo importante sottolineare che, al di la della necessità di un ruolo più forte delle Istituzioni sul tema del lavoro, degli investimenti e del miglioramento delle infrastrutture, le imprese, a cominciare da quelle più grandi, devono continuare a fare sacrifici e/o rinunciare a parte dei loro profitti per consolidarsi nei nostri territori; non devono delocalizzare le attività ed affermare così la loro etica della responsabilità verso migliaia di cittadini lavoratori.”

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