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Chieti. Cgil e Cisl: un tavolo di confronto sui problemi dell’università

La vicenda della sospensione dell’Indennità Mensile Accessoria (IMA) al personale Tecnico-Amministrativo ha causato uno scenario drammatico all’interno dell’Ateneo “d’Annunzio” ed ha avuto un grande spazio all’esterno grazie all’attenzione dei vari mezzi di informazione. Dichiariamo, come rappresentanti sindacali regionali della categoria, che è prioritario che il Rettore convochi le Organizzazioni Sindacali, come sollecitato dalle nostre Segreterie Nazionali, ad un tavolo di confronto. Ma deve essere chiaro a tutti che l’esame approfondito della documentazione e l’analisi di ogni possibile soluzione sono finalizzati ad una contrattazione.

Nel rispetto della normativa vigente e del contratto nazionale di lavoro è necessario:

1- contrattare e raggiungere un accordo sulla consistenza dei Fondi integrativi di quegli anni sui quali il Ministero dell’economia e finanze avrebbe espresso obiezioni;

2- contrattare e raggiungere un accordo sulla consistenza del Fondo dell’anno corrente e del prossimo 2015.

Il Sindacato non accetta l’ipotesi che la costituzione dei Fondi sia un atto unilaterale dell’Amministrazione né di essere chiamato ad un controllo successivo o ad una presa d’atto.

Vi sono dei punti della vicenda sui quali le nostre posizioni sono chiare:

1- l’irregolarità amministrativa e contrattuale della disposizione con la quale è stata sospesa l’IMA;

2- la dimensione enorme ed inusuale del danno che è stato causato ai lavoratori;

3- l’inesistenza e l’inaccettabilità di ogni eventuale ipotesi di restituzione di somme;

4- l’addebito di ogni responsabilità ai soggetti decisori e agli organismi deputati al rispetto delle regole.

Non abbiamo dubbi sulla difficoltà del confronto con l’Amministrazione universitaria e sulla durezza dello scontro nel caso disgraziato di rottura del tavolo.

Vi sono state, infatti, sulla stampa alcune dichiarazioni del Rettore che hanno dato delle verifiche ministeriali e delle irregolarità accertate una interpretazione, a nostro avviso, non corretta ed altre affermazioni che hanno gettato discredito sul sindacato.

L’indennità mensile della “d’Annunzio” è stata, in questi anni difficili, un importante strumento per il riconoscimento del lavoro e delle professionalità del personale. E’ stato un fondamentale mezzo di sostegno al reddito del famiglie, massacrate dalla crisi, dal blocco del contratto nazionale e dagli altri interventi di penalizzazione del sistema pubblico.

Lo stato di agitazione, proclamato dalle nostre strutture territoriali, seguirà tutta l’evoluzione della vicenda e segnalerà a tutta la società abruzzese, agli studenti, alle forze politiche, la drammaticità del problema che questa Amministrazione universitaria ha creato.

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