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Chieti: aumentano i poveri, molti disoccupati e giovani

 

Sono stati 337 i nuovi utenti registrati nel 2010 al portale Gemino, l’applicazione web che aiuta gli operatori nella rilevazione delle povertà materiali, sociali e relazionali ma la tendenza è all’aumento di vecchie e nuove povertà nella diocesi di Chieti – Vasto,

che conta quasi 310 mila abitanti, è in aumento: i nuovi utenti al 15 novembre 2011 sono 457 con gli italiani che, con una percentuale oscillante fra il 52 e il 58 per cento, superano gli stranieri e con le nuove povertà che rappresentano il 32 per cento e le donne il 65 per cento. Questa mattina il rapporto 2010 sulle povertà è stato presentato nel corso di una conferenza stampa, presenti l’arcivescovo di Chieti Vasto Bruno Forte, la vice direttrice della Caritas diocesana Valeria La Rovere, i responsabili di centri di ascolto e case di accoglienza. In provincia di Chieti emergono nuove povertà fra i disoccupati con la chiusura di grandi aziende e l’aumento dei contratti e termine e più in generale della precarizzazione del lavoro; gli anziani soli che, fra l’altro, chiedono di sapere a chi rivolgersi in caso di bisogno; le giovani coppie, soggette alla compresenza di una serie di bisogni materiali quali l’accesso alla casa, il mantenimento dei nuclei familiari, e bisogni relazionali quali la fragilità interna ai nuovi nuclei familiari. E ancora tra le nuove povertà emerge la realtà dei genitori single in cui la sola madre o il solo padre vivono con uno o più figli e le famiglie che hanno a carico grossi problemi quali disabili, invalidi, tossicodipendenti, anziani non autosufficienti e che soffrono l’elevato costo delle cure e la difficile conciliazione con il lavoro. Vecchie e nuove povertà vanno crescendo costantemente da alcuni anni, come rivelano i dati di Gemino: i nuovi utenti sono passati dai 240 del 2007, ai 271 del 2008, ai 294 del 209 fino ai 337 del 2010, dei quali 209 stranieri e 128 italiani, con una chiara predominanza delle donne che chiedono aiuto e che nel 2010 sono state 141, il doppio degli uomini. Nel 1010 la nazionalità prevalente è stata quella rumena, seguita da Marocco, Albania, Macedonia e Polonia. Tra gli stranieri 104 vivono in affitto presso privati, seguono, e sono 30,coloro che hanno trovato una casa in affitto presso un ente pubblico, 24 sono ospiti presso privati, 16 hanno un’abitazione di proprietà ma c’è anche chi dorme in auto o in una casa abbandonata. «Credo che in questo periodo d crisi globale – ha detto fra l’altro l’arcivescovo Forte – il tema della nuova povertà assuma rilevanza assoluta perchè la ricaduta della crisi sulle piccole realtà è drammatica. E oggi c’è una assoluta emergenza»

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