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Chi fa business e perché Un gioiello tutto aquilano: quando gestire le risorse umane è la chiave di volta del successo sui mercati internazionali

Ma perché qualche azienda sopravvive alla crisi, anzi, non la sente e addirittura prospera? Insiste su una fetta di mercato favorevole o, se così non è, ha un segreto?

Hech – Hi  Tech Elettronica s.rl., 85 addetti, fatturato in crescita, nasce dalle ceneri del polo elettronico nel 1995, ma di quel “fiore all’occhiello dell’Aquila” (così lo chiamavano fino a qualche anno fa…) ha conservato solo il campo di applicazione: spaziale, aeronautica, difesa.

Un gioiellino del quale pochi conoscono l’esistenza e l’elevato livello di tecnologia per via della riservatezza che caratterizza il tipo di produzione.

Lui, l’amministratore unico, è pure riservato, nessuna ostentazione, attento ad ascoltare e a parlare, Vincenzo Piombini si scompone un po’ solo quando spiega perché la sua azienda è arrivata ad alti livelli e perché continua a guardare avanti: mentre narra comprendo il motivo per il quale inconsapevolmente lo avverto un po’ come il genitore che descrivere le eccellenze del figlio. Il motivo sta nel fatto che lui è il genitore e con l’azienda, cioè con i suoi collaboratori, ha un rapporto di autentica autorevolezza, intesa come capacità di leadership, abilità nel saper dare fiducia, comportamento premiante tipico di chi sa che la gente soddisfatta di se’ produce buoni risultati. Tecnicamente si direbbe un manager efficiente, che organizza se stesso e i propri collaboratori in modo che sia l’azienda sia gli uomini traggano giovamento dalla sua presenza. Quanti casi conosciamo di “capi” dalla cui presenza si trae giovamento?

Detto così sembra un caso di scuola, di quelli che ti insegnano nella gestione delle risorse umane, invece toccarlo con mano, vederlo laddove di teoria forse non è passato niente, molto invece di intelligenza, talento, rispetto, passione, ti restituisce fiducia e ti incoraggia.

Il miglior tempo speso è quello che si investe nelle persone: e Piombini sa che tanto più bene lavora la sua gente tanto più lui stesso sarà importante per loro. Mi dice: “io disegno gli obiettivi, li condivido e li partecipo con tutti, e a ciascuno attribuisco la responsabilità di quello che fa, anche all’ultimo arrivato. Perché se si è capaci di trasmettere motivazioni e convinzioni, allora nell’azienda nasce uno spirito di appartenenza forte, in quanto tutti sanno di avere un ruolo, un proprio obiettivo, sentono di essere importanti singolarmente per tutti gli altri. Sentono che senza di loro non si può completare l’intero lavoro”.  Insomma, ognuno sa cosa ci si aspetta da lui e quale è il suo compito, perché il “capo” gli spiega cosa va fatto e quale è una buona performance, e si assicura spesso che il suo collaboratore sappia queste cose, in modo che si possa sentire sereno e rassicurato, soddisfatto di se’. A dirlo sembrerebbe normale, eppure non si contano i casi in cui tra quello che il collaboratore pensa che sia il suo compito e quello che invece pensa il capo c’è un rapporto puramente casuale, per cui ci si può trovare spessissimo nei guai per non aver fatto qualcosa che neanche si sapeva di dover fare!! E’ molto diffuso il modello di leadership della “stangata a qualcuno tanto per svegliarlo un po’”: accade quando c’è l’incapacità di definire le competenze e gli obiettivi per cui si abbandonano le persone a se stesse, ci si aspetta una buona prestazione e, quando non arriva, si stanga. Ma la verità è che le prestazioni sono scadenti quando la persona è diretta in modo scadente.

Forse, in un tempo così triste come quello che corre, non solo giova parlare e diffondere la conoscenza di casi di successo, ma giova soprattutto rivedere e migliorare le proprie posizioni attraverso l’osservazione attenta di chi si è messo avanti, si è lasciato alle spalle la cultura fordista per aprire un corso nuovo, nel quale il manager deve avere qualcosa di più di una semplice attitudine ai numeri e al profitto. Perché dietro al profitto, nel III millennio, ci sono gli uomini.

 

 

Hi-Tech Elettronica s.r.l.

è una compagnia italiana specializzata in elettronica spaziale e militare

Soci fondatori: Vincenzo Piombini, Franco pensa e Ida Forcella

Amministratore unico: Vincenzo Piombini,

L’Aquila

S. S. 17 Località Boschetto

Tel. 0862 335869

Fax 0862 335574

www.hitechelettronica.it

 

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