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Cepagatti. Centro Agroalimentare, le preoccupazioni delle Organizzazioni agricole

Coldiretti, CIA, Confagricoltura e COPAGRI Abruzzo esprimono profonda preoccupazione per le gravi difficoltà finanziarie del Centro Agroalimentare di Cepagatti che, a seguito del pignoramento dei conti correnti bancari da parte di una società creditrice, potrebbe essere costretto a chiudere la propria attività.

Le Organizzazioni agricole, nel ribadire la fondamentale importanza di questo strumento per l’agricoltura, l’economia e la collettività abruzzese, denunciano il loro mancato coinvolgimento sulle ipotesi di salvataggio della struttura dal fallimento.

Le Organizzazioni di rappresentanza dell’Agricoltura sottolineano che, nella storia del Centro Agroalimentare, le Amministrazioni che si sono succedute hanno, di volta in volta, individuato soluzioni temporanee (ricapitalizzazione, vendita alla Regione Abruzzo di parte degli immobili, rinegoziazione del mutuo) che hanno consentito di far fronte al pagamento delle rate di mutuo e delle spese di gestione ma non hanno garantito la solidità della struttura.

Coldiretti, CIA, Confagricoltura e COPAGRI, per evitare di ripercorrere la stessa strada, esprimono perplessità su una fantasiosa ipotesi di salvataggio, riportata dagli organi d’informazione, e ritengono prioritaria l’elaborazione, condivisa, di un piano di risanamento e di rilancio della struttura.

Nel dichiarare la totale disponibilità ad offrire il proprio contributo su detto percorso, le Organizzazioni agricole chiedono alla Regione Abruzzo, proprietaria di oltre tre quarti del capitale sociale, di istituire un Tavolo di confronto aperto all’intera compagine sociale ed alle Organizzazioni di rappresentanza delle categorie coinvolte nelle attività del Centro Agroalimentare.

Coldiretti, CIA, Confagricoltura e COPAGRI fanno appello al comune senso di responsabilità indispensabile per affrontare le gravi problematiche della struttura ed auspicano una soluzione capace di assicurare:

– una gestione basata su criteri di capacità ed economicità,

– la penetrazione nei mercati delle regioni limitrofe e nell’area balcanica,

– l’ampliamento delle attività e delle tipologie dei prodotti,

– una distribuzione territoriale dei prodotti equilibrata e priva di sovrapposizioni,

– le giuste condizioni per la formazione dei prezzi dei prodotti agricoli,

– l’eliminazione dei punti di strozzatura, generatori di tensioni e di alterazioni dei poteri contrattuali,

– la dotazione di attrezzature e servizi adeguati che consentano la più agile e rapida movimentazione delle merci e la maggiore assistenza agli operatori economici,

– la disponibilità di servizi bancari adeguati ai collegamenti di mercato,

– un sistema informativo capace di assicurare i collegamenti con le piazze interessate con idonei servizi generali per un’adeguata organizzazione ai fini degli scambi con l’estero.

 

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