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Canistro. Santa Croce: a fine anno via libera all’iter di gara

“La priorità per noi è tutelare gli interessi dei lavoratori, e l’utilizzo del bene acqua, ed entro l’anno nomineremo la commissione di gara per il bando della sorgente di Canistro ed andremo avanti velocemente per aggiudicare la concessione”. Ad annunciarlo è la dirigente del servizio Risorse del territorio e attività estrattive della Regione Iris Flacco. L’obiettivo, nonostante il periodo festivo, è di nominare la commissione aggiudicatrice e la riunione pubblica il 30 dicembre prossimo per attivare. le procedure legate al bando per la concessione della sorgente Sponga di Canistro (L’Aquila), scaduto lo scorso 15 dicembre. L’organismo tecnico dovrà valutare l’accoglibilità delle proposte ed aprire le quattro offerte per procedere all’aggiudicazione provvisoria. Sul bando però pende la spada di Damocle del ricorso al Tar presentato dalla Santa Croce Spa: nel merito i giudici amministrativi si pronunceranno l’8 febbraio prossimo. La Regione è comunque autorizzata ad andare avanti dallo stesso Tar che lo scorso 21 dicembre si è riunito prendendo atto della rinuncia alla sospensiva della società del patron Camillo Colella. Se infatti nei primi giorni di dicembre, esaminando l’istanza della società dell’imprenditore Colella, lo stesso Tribunale amministrativo aveva ordinato alla Regione di ricevere le quattro domande di partecipazione, ma di non visionarle, poi col nuovo pronunciamento nell’udienza di mercoledì scorso lo stesso Tar ha fatto cadere questa prescrizione. “Stiamo procedendo alla nomina della commissione tecnica, senz’altro entro l’anno, interna alla Regione”, conferma la Flacco che non si dice preoccupata da eventuali esiti negativi nell’udienza dell’8 febbraio. “Siamo certi delle nostre ragioni – afferma infatti la dirigente – altrimenti non avremo emanato il provvedimento, e nel caso ci adegueremo alla valutazione di merito del Tar”. Questo nuovo ricorso al Tar è una delle tante puntate del lungo braccio di ferro che vede contrapporsi la Santa Croce che ha la proprietà dello stabilimento di Canistro e del marchio conosciuto a livello nazionale e che aveva la concessione prima del nuovo bando, e la Regione Abruzzo. Già un anno e mezzo fa il Tribunale amministrativo aveva annullato il bando vinto dalla Santa Croce, su istanza del Comune di Canistro. Il pesante contenzioso e’ segnato dalla perdita del lavoro, imminente, da parte dei 75 dipendenti, attualmente in mobilità, situazione che si e’ determinata a causa della impossibilita’ dell’azienda di captare acqua dopo i dinieghi della Regione. L’ente, sia pure con un grave ritardo, ha emanato il nuovo bando, che però è stato oggetto di ricorso dalla Santa Croce che evidenzia diversi profili di illegittimità: in particolare, i legali della Santa Croce, Roberto Fasciani del foro di Avezzano (L’Aquila) e Giulio Mastroianni del foro di Roma, hanno denunciato anche l’assenza della Valutazione di impatto ambientale (Via) e del Piano di tutela delle acque che la Regione avrebbe dovuto adottare in via preventiva proprio in ossequio alla sentenza dello scorso anno.

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