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Canistro. Ennesima controversia Regione – Santa Croce: diffidato l’ente

La Santa Croce spa, che si è vista revocata la concessione per captare acqua dalla sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro (L’Aquila), chiede da mesi di poter utilizzare la sorgente più piccola nell’ambito del comune marsicano, la Fiuggino, della quale detiene il diritto fino al prossimo ottobre, ma la Regione Abruzzo risponde di no.

E’ l’ennesima controversia legale tra la Regione Abruzzo e la società Santa Croce Spa dell’imprenditore molisano Camillo Colella.

La Spa, in una nota, ha comunicato all’ente regionale e al Comune di Canistro (L’Aquila) che nei prossimi giorni darà esecuzione alla realizzazione di un collegamento idraulico per captare l’acqua minerale della sorgente Fiuggino, per imbottigliarla nello stabilimento di Piana Paduli (Isernia). Nel sottolineare che il diniego “è ingiusto e senza motivi”, Colella annuncia di aver dato mandato ai legali di presentare una richiesta di risarcimento danni di circa 6 milioni di euro e di denunciare i dirigenti inadempienti. La comunicazione è contenuta in una diffida inviata alla Regione. La Spa ha anche invitato la Regione e il Comune “di astenersi da qualsiasi atto che possa turbare il regolare sfruttamento della concessione mineraria”. La società sorgente Santa Croce è titolare della concessione della sorgente Fiuggino dal 2007, e a seguito di proroghe, fino al 22 ottobre del 2017. La concessione Sponga poi revocata dalla Regione, a seguito di un ricorso vinto dal Comune, è stata riassegnata in via provvisoria con un nuovo bando a marzo 2017 alla Norda dei fratelli Pessina. L’esito del bando è stato, però, impugnato dalla Italiana Beverage, altra società del gruppo Colella, arrivata seconda, ma al di sotto della soglia del punteggio minimo, quindi non in graduatoria per motivi ritenuti “non validi’ nel ricorso al Tar. “Viviamo una situazione davvero molto grave – spiega Colella – Infatti, dopo che la Regione ci ha tolto illegittimamente la concessione, mirando a far chiudere l’azienda, ora ci nega il diritto a captare anche dalla Fiuggino portando avanti motivi assurdi e parziali, tipo il limitato tiraggio a loro dire insufficiente, sostituendosi alle libere scelte imprenditoriali di opportunità o meno dello sfruttamento della sorgente”. “Tutto ciò mentre Asl e Ministero non hanno riscontrato nessun tipo di problema. Ancora una volta – fa notare – i miei interessi sono fortemente lesi, come quelli sociali ed economici visto che, per quest’attività, avevo previsto una decina di assunzioni”. La società, ai tempi titolare anche della sorgente Sant’Antonio Sponga, aveva comunicato il 12 dicembre 2008 la sospensione dell’attività di imbottigliamento dell’acqua della sorgente Fiuggino, e a tale richiesta non si è registrata alcuna contestazione o indicazione da parte della Regione, tenuto conto che la Santa Croce ha regolarmente versato il canone annuale. Poi una serie di diffide alle quali la Regione ha detto no con contestazioni ritenute “prive di fondamento”.

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