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Bussi, Wwf: “situazione ambientale drammatica”

 “La situazione di compromissione dell’ambiente a Bussi e’ veramente drammatica, e’ uno dei posti peggiori in Italia e in Europa. Servono immediati provvedimenti, bisogna procedere alla bonifica” dell’area, dove e’ stata individuata negli anni scorsi una maxi discarica interrata. Lo dice Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo, che questa mattina ha diffuso i dati piu’ recenti relativi ad una parte consistente del Sito Nazionale per le Bonifiche di Bussi, “una delle 37 aree piu’ inquinate d’Italia secondo il ministero dell’Ambiente, perimetrato con Decreto nel 2008 a seguito dei sequestri operati nell’area dal Corpo Forestale dello Stato nel 2007” nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara. Illustrando i dati l’associazione ambientalista ha parlato di “un disastro ambientale di enorme entita’, con terreni e falde contaminati da decine di sostanze con valori migliaia di volte oltre i limiti di legge. E, come se non bastasse, e’ stata accertata anche la presenza della diossina”. L’associazione chiede di “riportare l’area ad una qualita’ ambientale elevata, in quanto in questo sito scorre quasi tutta l’acqua della regione” e invita gli enti ad assicurare “la costante informazione circa i risultati dei monitoraggi come previsto dalle norme”. 
 I dati presentati oggi si riferiscono esclusivamente all’attuale area di proprieta’ Solvay e ad alcuni pozzi/piezometri posti a valle dell’area industriale nella Valle del Pescara alla confluenza tra il fiume Tirino e il Pescara. Per cio’ che riguarda la situazione nell’area industriale a monte delle barriere idrauliche il quadro di contaminazione riscontrato e’ “sconfortante”. Su 43 parametri considerati (singole sostanze o gruppi di sostanze, tutte tossiche e/o cancerogene) per 35 sono stati riscontrati superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (o dei limiti indicati dall’Istituto Superiore di Sanita’) per la falda superficiale e 23 per la falda profonda. La stragrande maggioranza dei piezometri della rete di monitoraggio all’interno dell’area industriale evidenzia superamenti dei limiti. Alcune sostanze mostrano superamenti di enorme entita’: il cloroformio 453.333 volte i limiti nella falda superficiale e 46.607 volte nella falda profonda; il tricloroetilene 193.333 volte nella falda superficiale e 156 nella profonda; il mercurio 2.100 volte nella falda superficiale; il diclorometano 1.073.333 volte in falda superficiale e 3.267 volte nella falda profonda; il tetracloruro di carbonio 666.667 volte nella falda superficiale e 3733 volte nella falda profonda. Per cio’ che riguarda i l’efficienza/efficacia del sistema di trattamento e’ emerso che il livello della contaminazione viene ridotto drasticamente ma alcune sostanze non vengono abbattute sotto la soglia di contaminazione e continuano a fuoriuscire dal sito nonostante il trattamento. La situazione peggiora andando verso valle nei pozzi/piezometri che monitorano la falda nell’area della confluenza del fiume Tirino con il Fiume Pescara. Undici parametri sono risultati essere oltre i limiti di legge, mentre per la falda profonda sono stati 12 i parametri non conformi. Tra questi, sostanze estremamente tossiche e/o cancerogene come, a titolo di esempio, il benzene (33 volte i limiti nella falda superficiale) il monocloroetilene (132 volte nella falda superficiale e 112 volte nella profonda), l’esacloroetano (16 volte nella falda superficiale e 152 volte nella falda profonda). Pertanto – ha commentato il Wwf – esistono lungo il Pescara ulteriori fonti di contaminazione. In merito ai terreni il Wwf ha spiegato che nel 2011 la Environ per conto della Solvay ha proceduto a ricercare in campioni di suolo posti all’interno del sito industriale le diossine e i furani, sostanze estremamente pericolose. Su 29 campioni ben 9 sono risultati avere valori superiori ai limiti di legge per le aree industriali. 

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