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Bussi. Solvay risponde ad Arta e sindaco: “da parte nostra corretta etica industriale e rispetto dell’ambiente”

Solvay ha appreso da un articolo del Messaggero di ieri la sintesi dei principali interventi di un recente Forum indetto dalla CGIL sulle proposte per il rilancio della Val Pescara. In particolare nell’articolo vengono citate dichiarazioni virgolettate del Direttore tecnico dell’Arta Abruzzo, Giovanni Damiani, che riportano notizie riguardanti Solvay inesatte e non rispondenti al vero.
Lo stesso quotidiano ha ripreso oggi l’argomento con una replica del sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta in un articolo che contiene ancora imprecisioni.
Solvay ritiene necessario, in un’ottica di maggior chiarezza e a tutela della propria reputazione, smentire fermamente tali affermazioni:
– E’ una grave falsità che vi sia stato uno sconto a Solvay in fase di acquisizione del sito nel 2002; questa fantasiosa tesi, era già emersa in alcune sedi istituzionali e Solvay ha avuto modo di dimostrarne l’assoluta infondatezza. Non può quindi esistere alcun documento come invece dichiarato dal Sindaco di Bussi.
– E’ fatto notorio che Solvay, dopo essersi costituita parte civile nel processo in Corte d’Assise di Chieti, ha agito davanti ad un collegio arbitrale internazionale per violazioni contrattuali in materia ambientale commesse dal venditore Montedison.
– Solvay smentisce categoricamente che la propria offerta di trasferimento gratuito dell’area possa essere un modo per eludere i suoi obblighi di legge. In qualità di proprietario non responsabile dell’inquinamento Solvay non solo mantiene gli impegni che le competono, ma addirittura sostiene tutti gli ingenti costi delle misure di tutela ambientale già attuate e in fase di completamento e di ulteriori 6 milioni di euro messi a disposizione della Amministrazione.
Infine nel progetto di Accordo di Programma, discusso nella Conferenza dei Servizi dello scorso 15 giugno, non è mai stato previsto per Solvay né un beneficio economico né tantomeno una gestione delle risorse pubbliche per 50 milioni di euro. Al contrario Solvay ha sempre richiesto che l’investimento pubblico venisse effettuato sulle aree solo dopo il loro trasferimento a favore dell’Amministrazione.
Solvay dal suo insediamento nel sito industriale di Bussi sul Tirino ha sempre operato con corretta etica industriale, nel pieno rispetto delle normative ambientali e soprattutto in costante collaborazione operativa con tutte le Autorità e gli Enti tecnici locali e nazionali.

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