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Bussi, rifiuti: processo slitta a marzo

È stata rinviata, al prossimo 12 marzo, per l’astensione del presidente del collegio del Tribunale di Pescara, Carmelo De Santis l’udienza relativa al processo sulla mega discarica di rifiuti tossici, rinvenuta nel 2007 a Bussi sul Tirino (Pescara), che conta in totale 19 imputati. Alla base dell’astensione di De Santis, su cui ora dovrà pronunciarsi il presidente del Tribunale, rapporti di parentela con Mario Amicone, direttore generale dell’Arta, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente che, proprio questa mattina, si è costituita parte civile nel procedimento. Oltre all’Arta, si sono costituite parte civile oggi anche Aca, Cgil, Codici, Codacons, Filcem Cgil. Procura e difesa si sono riservati di esaminare l’ammissibilità delle richieste. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, per decenni, la discarica, situata nei pressi del polo chimico e a meno di 20 metri di distanza dalla sponda destra del fiume Pescara, sarebbe stata destinata allo smaltimento illegale e sistematico di ogni genere di rifiuti ed in particolare di cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni, metalli pesanti. Subito dopo la sua scoperta fu definita «una delle più grandi discariche nascoste di sostanze tossiche e pericolose mai trovate in Italia e addirittura in Europa». Fra i principali imputati nell’inchiesta figurano ex amministratori della Montedison, che dagli anni ’60 al 2001 ha gestito il polo chimico di Bussi.

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