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Bussi. Processo maxidiscarica: in Appello processo lampo, sentenza a fine gennaio

E’ stato rinviato all’11 gennaio prossimo il processo in Corte d’Assise d’Appello all’Aquila, che si è aperto oggi, relativo alla mega discarica dei veleni di Bussi (Pescara) della Montedison. Il presidente del collegio giudicante, Luigi Catelli, d’intesa con le parti, ha fissato un fitto calendario di udienze nel mese di gennaio: la sentenza è prevista il 31 gennaio prossimo. L’11 gennaio sarà la volta delle requisitorie dei due procuratori generali Romolo Como e Domenico Castellani. La mattinata odierna è stata dedicata alla relazione del collegio giudicante.

”Entro gennaio sapremo di che morte morirà questo processo”. Così l’avvocato Tommaso Navarra, legale delle parti civili Wwf e Legambiente, al termine della prima udienza del processo relativo alla cosiddetta mega discarica dei veleni di Bussi (Pescara), facendo riferimento alle situazioni extra processuali che hanno turbato la vicenda. ”Si parla di fatto doloso e in questo senso è stato fissato un calendario fitto per arrivare alla verità – continua il legale che è presidente del Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga – A gennaio ci sarà la sentenza ed è un aspetto dirimente, ci sarà un accertamento di merito ma anche sulla natura del disastro”. Il processo è stato rinviato al prossimo 11 gennaio prossimo per le requisitorie dei Pm. Il calendario prevede udienze il 16 per le parti civili, 17, 19, 25, 26 e 30 gennaio, per le difese, riservando l’udienza del 31 gennaio, se nel giorno precedente non si fossero ultimate eventuali repliche e la Camera di Consiglio. Il collegio si è riservato le date del 23 gennaio per un eventuale completamento della discussione delle parti che non abbiano potuto svolgere l’intervento.

“L’augurio, come cittadino, e’ che il ministero dell’Ambiente, la Solvay ed Edison si siedano intorno ad un tavolo per risolvere il problema della bonifica. E questo prima che si individuino i colpevoli”. Così l’avvocato aquilano Pierluigi Tosone, legale della parte civile dell’associazione Mila Donna Ambiente, che fa parte del consorzio “Bussi ci riguarda” insieme ad Italia Nostra e Mare Vivo, al termine della prima udienza del processo relativo alla cosiddetta mega discarica dei veleni di Bussi (Pescara), facendo riferimento alla bonifica del sito. “La vicenda è molto complessa, sono molte le aree da bonificare dentro e fuori il sito – prosegue il legale – l’area più complicata è la Tremonti. Bisogna collocare storicamente la vicenda: negli anni ’70 non c’erano normative, le fabbriche sotterravano i rifiuti, anche quelle a partecipazione pubblica. Lo Stato deve sentirsi responsabile di convocare un tavolo per bonificare”. Per il legale, “la bonifica è un atto politico e di buon senso, il processo e la sentenza possono solo dare un impulso”. L’avvocato cita l’anomalia che ad Alessandria Solvay ed Edison sono sotto processo”.

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